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Bimbi ed educatori, i nuovi invisibili del Covid: "Così a settembre gli asili non aprono più"

Il grido di allarme di educatori e titolari di asili nido privati. Protesta giovedì a Milano

Il loro silenzio sarà "assordante". Con la sola forza della loro presenza riusciranno a dire tutto quello che hanno bisogno di dire, pur senza aprire la bocca. Poi abbandoneranno lì tutto ciò che rappresenta loro e le loro vite e andranno via, da soli. Perché è da soli che sono stati lasciati da ormai due mesi, da quando l'emergenza Coronavirus ha cancellato la loro quotidianità, il loro lavoro, che per loro è una missione. 

Giovedì pomeriggio, educatori e proprietari di asili nido di Milano - che si sono riuniti sotto la 'sigla' "Educhiamo" - si ritroveranno alle 15 sotto la sede di regione Lombardia per sottolineare, denunciare che al momento loro non vedono "nessun futuro per l'infanzia, nessun futuro per i nidi privati, nessun futuro per le scuole dell'infanzia private perché siamo diventati tutti invisibili". 

Asili chiuse e niente cassa integrazione

“Il silenzio sui servizi educativi 0-6 è tombale dopo il Dpcm sulle riaperture firmato dal Presidente Conte - spiega Cinzia D'Alessandro, portavoce del gruppo e titolare de 'La locomotiva di Momo' -. Parliamo di più di 10mila strutture in tutta Italia dimenticate anche dal Decreto Rilancio che oltre a non essere oggetto di alcun piano di riapertura, si vedono negare la proroga della cassa integrazione per i lavoratori". 

Questo, inevitabilmente, significa una sola cosa: "Le strutture chiuse a fine febbraio, come successo in Lombardia, avranno la copertura fino a metà giugno. I mesi successivi saranno a carico delle imprese, già martoriate da mesi di inattività e per le quali non è prevista la riapertura". Il triste futuro sembra scontato: la chiusura. "In Lombardia parliamo di 60mila bimbi che frequentano i nidi privati" ai quali sono collegati "oltre 100mila operatori", mentre in tutta Italia le strutture private accolgono circa il 65% dei bimbi.  

I "nuovi invisibili" del Coronavirus

“Siamo gli invisibili e lo sono soprattutto I bambini nella fascia di età 0/3 anni che non potranno nemmeno usufruire degli spazi ricreativi dei centri estivi previsti dal governo dal 15 giugno, che dovranno essere gestiti all’aperto o nei parchi pubblici per assicurare il distanziamento sociale - denunciano dal comitato -. Se il Governo non interverrà rapidamente nel settore 0/6 a settembre non  riaprirà nessuno e si creerà un baratro sociale, economico, di perdite ingenti di posti di lavoro non recuperabili e soprattutto quei bambini non avranno un luogo per crescere ed i genitori non sapranno a chi affidarli per poter tornare serenamente al lavoro".

Per tutto questo giovedì educatori, titolari e genitori scenderanno in piazza insieme per esprimere tutto il loro dissenso. I manifestanti, come previsto dall'ultimo decreto, resteranno fermi sotto la regione - tutti con la mascherina addosso - e staranno due ore in silenzio. Poi, al termine del "flash mob", abbandoneranno sotto il palazzo della regione ciucci e bambole. "Proprio come loro hanno abbandonato noi". 
 

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