Martedì, 22 Giugno 2021
Coronavirus

Astrazeneca ai giovani, Gismondo: «Dobbiamo attenerci a indicazioni Ema, così messaggi fuorvianti»

Per la scienziata del Sacco, dare messaggi ondivaghi scoraggia le persone a vaccinarsi

E' «triste» che non ci si attenga precisamente alle indicazioni dell'Ema (Agenzia europea del farmaco) sull'utilizzo del vaccino anti covid Astrazeneca. Alcuni comportamenti ondivaghi potrebbero infatti portare a disincentivare la vaccinazione. Lo sostiene Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di microbiologia clinica al Sacco, parlando con Adnkronos Salute.

Il riferimento è al fatto che, mentre l'Ema sconsiglia assolutamente Astrazeneca sopra i sessant'anni di età, in Italia si è deciso uno uso «preferenziale» per gli over sessanta. Dove preferenziale significa, spesso, che in realtà ogni regione fa come vuole. Soprattutto quando vengono organizzati gli open day senza prenotazione per aumentare il numero di vaccinati. Ma anche in regioni come la Lombardia, che di open day non ne organizza, ma talvolta somministra Astrazeneca a 40enni o 30enni, a seconda evidentemente di quello che c'è nel centro vaccinale in quel determinato giorno.

Se da un lato moltissimi medici sono convinti che sia anzitutto necessario vaccinarsi, con qualunque dei vaccini oggi a disposizione, dall'altro lato le indicazioni di Ema sulla fascia d'età per Astrazeneca sono precisissime. Non attenersi ad esse, per Gismondo, «è triste» perché si assiste a «messaggi che creano incertezza nella gente, con la conseguenza molto grave di incentivare l'astensione dalla vaccinazione». 

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