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Foto Ansa

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Il nuovo amministratore di Aria difende la società: «Errore zero impossibile e dati sbagliati da Asst»

L'audizione in commissione Bilancio al Pirellone

Prima volta per Lorenzo Gubian, amministratore unico di Aria Spa dopo le dimissioni del cda "imposte" dal governatore Attilio Fontana, in commissione Bilancio al Pirellone per illustrare, in audizione, la situazione della campagna vaccinale. Il manager veneto si è dovuto difendere di fronte al disastro dello scorso weekend, con centri vaccinali deserti perché quasi nessuno aveva ricevuto l'sms di conferma prenotazione per quel giorno in quel luogo, e l'ira dell'assessora al Welfare Letizia Moratti che ha generato l'inevitabile decisione di azzerare il cda.

Bertolaso "scarica" Aria: «Non all'altezza»

Ecco perché Poste non è stata scelta

Il neo amministratore unico ha provato a difendere la società, ammettendo alcuni «errori materiali» e aggiungendo che «l'errore zero è impossibile», tentando però di lanciare la palla avvelenata alle Asst (gli ospedali) che «spesso hanno trasmesso dati sbagliati». Gubian ha ricostruito i passaggi che hanno portato Regione Lombardia a scegliere il sistema online di Aria anziché quello di Poste Italiane, spiegando che si è scelto di partire «con il metodo degli inviti e non della prenotazione, mentre Poste è a prenotazione, non a invito». Il sistema di Aria vuole che ci si registri sul portale ma senza prenotare l'appuntamento direttamente, che viene fissato in un secondo momento via sms. Invece, con Poste, si prenota direttamente l'appuntamento. «Si voleva evitare una problematica da click day», ha spiegato Gubian.

Gallera contro Aria: «Mostrate grandi deficienze»

«Qualche errore su 1,3 milioni di eventi può capitare», ha aggiunto Gubian chiedendo ai consiglieri regionali di tenere conto della complessità dell'operazione. E ha detto che, qualche volta, le aziende ospedaliere ci hanno messo del loro, «indicando date di attivazioni e orari sbagliati». Per non dire dei codici d'avviamento postale talvolta dismessi a causa dei quali diverse persone sono state mandate a vaccinarsi molto lontano dalle proprie residenze.

Pare essere condivisa tra più soggetti la decisione di partire comunque con il sistema informatico di Aria nonostante la consapevolezza dei rischi e delle difficoltà tecniche della piattaforma. «Una valutazione dei rischi è stata fatta in Unità di crisi. Sono stati valutati i rischi e si è deciso di partire e in Unità di crisi c'eravamo anche noi», ha sottolineato Gubian rispondendo ad alcuni consiglieri regionali. «La compressione dei tempi - ha aggiunto - è sempre una difficoltà in più, però si è accettato la compressione dei tempi per riuscire a realizzare prima la campagna di vaccinazione».

«Quanti soldi spesi per il fallimento?»

L'audizione non ha soddisfatto le opposizioni. «Fin dalla sua costituzione nel 2019, avevamo sostenuto che Aria fosse un concentrato di fallimenti pregressi in un unico soggetto. Ma quel che è accaduto è figlio anzitutto della colpevole mancanza di qualsiasi tipo di programmazione da parte di una giunta regionale che, ancora una volta, per discolparsi scarica sui tecnici le responsabilità degli errori compiuti», ha commentato Michele Usuelli di +Europa/Radicali: «Ho chiesto all'organismo regionale anticorruzione di acquisire la relazione scritta di Gubian, un documento che conterrebbe la notizia che chi scelse il portale Aria, cioè Fontana, Bertolaso e/o Moratti, fosse a conoscenza della sua inadeguatezza».

«Una commissione poco utile - ha aggiunto Niccolò Carretta di Azione - nella quale chiunque si sarebbe aspettato delle scuse dopo i servizi non resi e i disagi creati in queste settimane. Al posto di un’ammissione di responsabilità ho sentito solo una lista di scuse e motivazioni, ma nessuna risposta puntuale, precisa e utile per capire quel che è successo. Sono convinto che il problema sia molto più profondo all’interno della società e su tutti i livelli, a partire dalle eredità di Arca e soprattutto Lombardia Informatica. Quanti soldi sono stati effettivamente spesi? Perché ci si è rivolti a tre fornitori diversi quando Aria dovrebbe fungere da software house? I dirigenti e i dipendenti di ARIA prenderanno anche nel 2020 i premi di produzione che hanno preso nel 2019 con percentuali di raggiungimento obiettivi altissime?».

«Abbiamo tolto un pezzo di velo rispetto a quel che è accaduto davvero, ci sarà da lavorarci ancora nella speranza che adesso si sistemino delle cose che evidentemente non hanno funzionato», la reazione di Fabio Pizzul, capogruppo del Partito democratico. «È stato detto tra le righe che, per partire a tutti i costi a febbraio, sono stati accettati enormi rischi che i tecnici sono riusciti a gestire fino a un certo punto e sapevano che sarebbe andata così. Abbiamo ascoltato l'amministratore unico di una società che è sotto pressione, fatta oggetto di forzature evidenti da parte dell'amministrazione regionale e che sta tentando di tenere insieme le cose», ha concluso Pizzul.

Gubian e il sistema adottato da Aria: una storia veneta

Conoscendo la storia professionale di Gubian, sarebbe stato difficile aspettarsi che, in commissione Bilancio, non difendesse il software Siavr, quello usato da Aria per i vaccini Covid. Gubian, infatti, ingegnere di formazione, quand'era a capo dei servizi informativi di Regione Veneto, nel 2016 cedette Siavr all'Agenzia per l'Italia digitale in modo che potesse essere utilizzato da altre Regioni italiane, dopo averlo dotato di un modulo specifico per la prenotazione di prestazioni. 

Nel 2020 il Siavr fu adattato in Veneto per monitorare i contagi da Covid: un sistema molto elogiato in tutta Italia tanto da parlare di "modello Veneto". E nel mese di agosto del 2020 Gubian arrivò ad Aria come nuovo direttore generale in sostituzione di Filippo Bongiovanni, che era stato coinvolto nella vicenda dell'acquisto dei camici dall'azienda del cognato di Attilio Fontana.

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