Coprifuoco in Lombardia: così a Milano torna di 'moda' l'autocertificazione per circolare

L'autocertificazione per girare sarà in gran parte simile a quella che si utilizzava a marzo

Repertorio

Con l'arrivo del coprifuoco, chiesto a gran voce da sindaci e Regione al Governo, in Lombardia tornerà 'di moda' l'autocertificazione, questa volta per girare dalle 23 alle 5 (a partire da giovedì 22 ottobre). Insomma chi verrà trovato fuori casa negli orari non consentiti dovrà certificare motivi di lavoro o di comprovata urgenza per giustificare l'uscita, proprio come durante il lockdown della prima ondata di marzo. 

Il ritorno dell'autocertificazione 

L'autocertificazione per girare a Milano (e in tutta la Lombardia) sarà in gran parte simile a quella che si utilizzava da marzo a maggio e in essa bisognerà indicare: 

  • il proprio nome e cognome
  • i propri recapiti
  • il motivo dell'uscita dalla propria abitazione dopo le ore 23

In caso di motivi di lavoro bisognerà indicare il datore per consentire un'eventuale verifica successiva alle forze dell'ordine. Per i motivi di urgenza bisognerà specificare la destinazione e la durata dell'uscita. 

'Coprifuoco' a Milano e in tutta la Lombardia

Preso atto delle previsioni del Comitato Tecnico Scientifico lombardo, infatti, i sindaci e la Regione hanno chiesto al Governo di poter attuare il coprifuoco dalle 23 alle 5 (attività chiuse, stop agli spostamenti), che nella persona del ministro della Salute, Roberto Speranza, ha subito risposto positivamente.

"Una proposta - si legge in una nota del Pirellone - che nasce dalla rapida evoluzione della curva epidemiologica e dalla previsione della 'Commissione indicatori' istituita dalla DG Welfare, secondo cui, al 31 ottobre, potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4mila in terapia non intensiva".

La chiusura dei centri commerciali nel weekend

Fontana: "Provvedimento anche simbolico"

"Abbiamo deciso di emanare un provvedimento che sia anche simbolico, che dalle 23 alle 5 di mattina le attività siano chiuse e la gente sia in casa e che, salvo il caso di urgenze, non si possa circolare per le strade in Lombardia. Questo anche per cercare di dare un colpo ad una delle causa del contagio che è ripartito e che sono l'assembramento, la movida, le feste, gli incontri in piazza, tutte cose che non si riescono a controllare perché non riusciamo ad avere un numero sufficiente di polizia e agenti". Fontana ha spiegato così a Quarta Repubblica su Rete 4 la scelta di chiedere il coprifuoco regionale.

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