menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Foto repertorio Today.it

Foto repertorio Today.it

Come riaprono bar e ristoranti a Milano (anche per cena e aperitivo)

Da lunedì, con il passaggio in zona gialla, via libera a bar e ristoranti. Ma con delle regole

Clienti seduti e servizio al tavolo. Da lunedì 26 aprile, quando la Lombardia festeggerà il suo primo giorno di zona gialla - salvo sorprese al momento escluse -, i bar i ristoranti potranno tornare a lavorare non più soltanto con asporto e domicilio. 

La grande novità prevista dall'ultimo decreto del governo guidato dal premier Mario Draghi, già ribattezzato "decreto riaperture", è infatti proprio il via libera ai locali. La più importante differenza con la zona gialla del passato, però, è che potranno tornare ad accogliere i clienti normalmente soltanto bar e ristoranti che hanno spazi all'aperto - a Milano l'occupazione di suolo pubblico è gratuita -, mentre l'interno dei locali resterà ancora off limits per un po'. L'altro sostanziale cambio con il passato è che cade il limite orario delle 18. 

Tutto quello che si può fare in zona gialla

Quindi da lunedì 26 aprile, nella Lombardia zona gialla sarà possibile pranzare, cenare o fare un aperitivo seduti ai tavoli di bar e ristoranti, all'aperto. "Nella zona gialla - si legge infatti nel decreto legge - sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati".

... Ma resta il coprifuoco (per ora)

Se per pranzi e aperitivi non sussistono problemi di orario, le cene saranno inevitabilmente complicate dal coprifuoco, che per il momento resta in vigore tra le 22 della sera e le 5 del mattino successivo. 

L'ala aperturista del governo, con la Lega in testa, ha chiesto che le riaperture riguardassero tutti i locali - anche quelli senza dehor e tavoli esterni - e che il coprifuoco venisse spostato almeno alle 23, ma per ora nell'esecutivo ha vinto la parziale cautela. 

Questo, però, non significa che il coprifuoco è stato già prolungato fino al 31 luglio, che è soltanto la data di "scadenza" dell'ultimo decreto. Il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini ha infatti chiarito che "il fatto che nel testo del decreto varato non sia stato riprogrammato il coprifuoco, non significa che durerà fino al 31 luglio. Questa è una lettura distorta del provvedimento", ha garantito. 

Gelmini si è detta "assolutamente certa che presto il coprifuoco sarà solo un brutto ricordo. È lo stesso decreto a dirlo, precisando che il Consiglio dei ministri potrà intervenire nelle prossime settimane, con tagliandi periodici al dl, modificando sia le regole per le riaperture che gli orari del coprifuoco".

L'orientamento - come ricostruito da Today.it - è quindi di procedere con gradualità, con un occhio costante all'andamento dei contagi e, se i dati lo permetteranno, di valutare modifiche alle attuali restrizioni nelle prossime settimane, ma non prima di giugno. Malgrado le rimostranze del centrodestra, di alcuni governatori regionali, dei ristoratori e degli operatori culturali che si ritengono penalizzati da questa misura, il coprifuoco sarà tolto solo per gradi, con tempi che sono ancora da decidere. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Come sarà il nuovo piazzale Loreto

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Attualità

    Cannabis (light) gratis con Isee fino a 40.000 euro

  • Sport

    Tanto col calcio vale tutto

Torna su

Canali

MilanoToday è in caricamento