Coronavirus, il calvario di Beppe Bergomi: "Sempre dolori e stavo sempre in piedi"

L'ex capitano nerazzurro confessa ora la sua positività al Coronavirus. Le sue parole

Anche Giuseppe Bergomi, ex difensore dell'Inter e della Nazionale e oggi opinionista televisivo per Sky Sport, è stato contagiato dal Coronavirus. Quasi un mese di sofferenza prima della guarigione: ora "lo zio", come è soprannominato, ha superato la malattia, come da lui stesso rivelato in una diretta Instagram con il conduttore Giacomo Ciccio Valenti.

Bergomi, campione del mondo con l'Italia di Enzo Bearzot a Spagna 1982, ha descritto quello che ha passato parlando anche dei primi sintomi, avvertiti l'8 marzo scorso: "Ho fatto un test sierologico che ha detto che sono positivo all'IgG e negativo all'IgM, gli anticorpi. A inizio marzo sono stato male, ho avuto problemi all'olfatto e alla schiena, non ho avuto problemi ai polmoni. Adesso la fortuna vuole che ho gli anticorpi, ma mi hanno spiegato che non proteggono al 100% perché il virus muta. Ma se dovessi prenderlo lo prenderei in forma leggera".

Racconta così la sua positività al coronavirus l'ex difensore dell'Inter: "Non ho avuto paura, ma avevo sempre freddo, mi sono fatto portare due stufette. Pensavo fosse un'influenza, invece poi sono risultato positivo. Sono stato in ballo un bel po' di tempo, i miei amici mi prendevano in giro e mi dicevano che ci stavo pensando troppo, ma io non stavo bene, avevo sempre dolori, ero sempre fiacco", ha proseguito Bergomi.

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L'ex calciatore non riusciva nemmeno a sedersi a causa del dolore alla schiena: "Stavo sempre in piedi. Poi dicevano che era meglio non prendere anti-infiammatori. Poi dopo un po' di giorni il dolore è andato via, ma sono stato in ballo 20-25 giorni. Ora sto alla grande, oggi ho ripreso a correre. Ho fatto solamente il test sierologico, ho cercato di fare il tampone, ma mi hanno detto che dopo 30 giorni dovrei essere a posto", ha concluso. 

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