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Bertolaso ha detto, un'altra volta, che tutti i lombardi saranno vaccinati entro l'estate

Il coordinatore lombardo non cambia le sue previsioni. E lancia la sfida alle altre regioni

Nessun passo indietro, nessun ripensamento. Non lascia ma raddoppia quasi, Guido Bertolaso, il coordinatore scelto da regione Lombardia per portare avanti la campagna di vaccinazioni anti covid. Ospite giovedì sera di "Dritto e rovescio", su Rete4, l'ex numero uno della Protezione civile è tornato su quello che sembra essere ormai diventato un mantra per lui e per tutta la giunta del Pirellone. 

“Entro l’estate i lombardi saranno vaccinati", ha assicurato Bertolaso, che durante la prima ondata aveva già curato la nascita dell'ospedale covid in Fiera a Milano. Non è la prima volta, anzi, che il consulente della regione si lascia andare a previsioni rassicuranti. Già il giorno della sua presentazione aveva sganciato la "bomba": "Tutti i lombardi saranno vaccinati entro giugno", aveva detto quando la campagna non era ancora partita. E nelle ultime settimane, nonostante alcuni problemi innegabili, l'ex capo della protezione civile lo ha ripetuto più volte, con l'assessore al welfare, Letizia Moratti, a fargli da eco. 

Perché la Lombardia è stata travolta e il Lazio ha retto

Giovedì, su Rete4, una nuova occasione. "Entro l'estate i lombardi saranno vaccinati, sappiamo che le dosi aumenteranno", ha detto un sicuro Bertolaso. Che poi ha voluto dire la sua sul generale Francesco Paolo Figliuolo, chiamato dal governo Draghi a coordinare la campagna nazionale al posto dell'ex commissario Domenico Arcuri. “Grandissima fiducia in lui - ha sottolineato il consulente lombardo -. Da quando lui ha preso il comando di questa operazione la situazione è cambiata completamente”. 

Lo stesso Bertolaso, stuzzicato sul caos degli ultimi giorni - tra appuntamenti saltati e centri vaccinali vuoti per gli errori di Aria, il cui Cda è stato azzerato -, ha lanciato poi una sorta di sfida alle altre regioni. “Nessuna regione d’Italia è stata colpita in maniera così violenta come la Lombardia. Ha conosciuto la prima ondata violentissima, poi la seconda e la terza. È chiaro che la struttura sanitaria, dopo un anno senza neanche un attimo di respiro, possa risentirne - la sua difesa -. Caricarla anche della responsabilità di organizzare una campagna di vaccinazione per 10 milioni di persone, mentre sta ancora gestendo l’assistenza sanitaria con le rianimazioni quasi tutte piene... Voglio vedere - ha concluso Bertolaso - chi sarebbe stato capace di fare meglio o meno peggio di quello che è successo in Lombardia”.

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