Coronavirus, continuano ad aumentare i ricoveri: cosa è successo ad agosto

I ricoveri nelle strutture sanitarie della regione stanno aumentano lentamente ma costantemente

Una terapia intensiva covid (foto Martina Santimone per Areu)

Il coronavirus continua a circolare a Milano e in Lombardia. E durante il mese di agosto qualcosa è cambiato: il trend della pandemia si è invertito. Se fino a fine luglio gli ospedali della regione dimettevano più pazienti covid di quanti ne accogliessero, nel mese più caldo dell'anno la situazione si è ribaltata. I ricoveri sono tornati a salire. Una risalita lenta ma costante, va detto. E il numero di malati nei nosocomi è l'unico dato incontrovertibile per avere il polso della situazione. Il motivo? La cifra non dipende da altre variabili (il numero dei casi rilevati fluttua in base ai tamponi che vengono effettuati e analizzati).

Coronavirus: come sono aumentati i ricoveri

Nella giornata di lunedì 31 agosto i pazienti covid ricoverati negli ospedali lombardi erano 217: 22 in terapia intensiva, 195 nei reparti. Sono tanti? Dipende da che punto si osserva il dato: sono pochissimi rispetto ai giorni più bui della pandemia quando i malati covid nelle strutture ospedaliere erano 12mila nei reparti e 1.300 in terapia intensiva; sono in aumento rispetto a inizio mese quando il totale dei pazienti covid ospedalizzati era pari a 167: 9 in terapia intensiva e 158 nei reparti.

In numeri. In un mese la percentuale delle persone ricoverate è cresciuta quasi del 30% (50 unità). I pazienti in terapia intensiva sono cresciuti di 13 unità, praticamente il 144,4%.

Aumentano i positivi: la situazione ad agosto

I contagi rilevati giornalmente sono un dato meno affidabile rispetto alla pressione sugli ospedali (dipende chi viene sottoposto a tampone e, soprattutto, quanti ne vengono analizzati) ma guardando i dati si nota come la situazione sia cambiata anche su questo fronte.

Dall'1 al 10 agosto sono state trovate 610 persone positive al virus arrivato dalla Cina (a fronte di 74.621 tamponi). Nella decade dal'11 al 20 agosto i casi sono aumentati passando a 834 (a fronte di 71.524). Un forte aumento (dovuto anche all'aumento di persone sottoposte al test) si è verificato tra il 21 e il 30 agosto dove a fronte di 140.734 tamponi sono state trovate 2.222 casi positivi.

Coronavirus, sempre più tamponi in Lombardia

Il numero dei tamponi ha iniziato a crescere a partire dal 19 agosto: fino a quel momento venivano analizzati circa 6.900 tamponi al giorno, da quella data la media è più che raddoppiata arrivando a oltre 13mila (con picchi di quasi 20mila). Questo perché sono stati sottoposti a tampone tutte le persone che sono state in vacanza in luoghi considerati "a rischio" (Spagna, Croazia, Grecia e Malta).

Tamponi che vengono svolti anche all'interno degli aeroporti lombardi. A Malpensa è stato trovato positivo all'agente patogeno lo 0,24% dei passeggeri, a Linate lo 0,65 mentre a Bergamo lo 0,88 (la cifra più alta). 

I dati sono stati forniti nella giornata di lunedì 31 agosto dall'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera che, proprio nell'ultima giorno di agosto, ha visitato l'area tamponi di Malpensa. "Solo dal 19 di agosto, in 11 giorni, abbiamo fatto 17.825 tamponi soltanto a Malpensa con 43 positivi. Di questi 2 provenienti da Croazia, 14 dalla Grecia e 27 dalla Spagna. Territorialmente 2 della provincia di Bergamo, 1 di Como, 3 di Monza e Brianza, 2 di Varese, 2 di Pavia, 29 di Milano, 1 di Bologna, 1 di Roma, 1 di Livorno e 1 di Torino", ha fatto sapere il titolare del welfare.

La situazione è diversa da quella di marzo

L'aumento è costante ma molto più lento rispetto a quelli di marzo quando la Lombardia si è scoperta la malata d'Europa. Il motivo è uno solo: a inizio pandemia non tutte le persone che presentavano i sintomi finivano nei report ufficiali e facendo così il numero di casi "intercettati" era largamente sottostimato.

Inoltre attualmente c'è un sistema per tracciare i contatti delle persone contagiate dall'agente patogeno e non mancano i sistemi di protezione individuale. E proprio mascherine e distanziamento sociale sono gli strumenti che abbiamo per difenderci dal virus.

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