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Bollettino Lombardia: il covid-19 non molla, ancora 252 nuovi contagi, 25 morti

Coronavirus, il bollettino ufficiale con contagi, morti e ricoveri in Lombardia e a Milano

Prosegue la lotta al Coronavirus in Lombardia, travolta ormai quasi quattro mesi fa da quella che più volte i vertici regionali hanno definito una "bomba atomica". La regione e tutte le città stanno pian piano cercando di tornare alla normalità e ormai quasi tutte le attività, i negozi e i locali hanno ripreso a lavorare, con i divieti per i cittadini che sono totalmente caduti. 

I dati di giovedì 11 giugno 2020 sono in chiaroscuro: ancora 252 nuovi positivi (percentuale sui tamponi fatta dell'1,9%) e 25 morti in Regione. -1 persona in terapia intensiva mentre i ricoverati meno gravi, per fortuna, calano di -77 unità. A Milano dati purtroppo piatti: ancora 71 contagi nelle ultime 24 ore in provincia e 34 in città. 744, in Lombardia, è il totale delle persone guarite o dimesse. 

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Nonostante le riaperture, il trend della curva dei contagi sembra stia mantenendo con costanza la sua discesa e giorno giorno diminuiscono i contagi e i morti, il cui conto resta comunque tragicamente alto. 

Negli ultimi giorni il rapporto tra tamponi e nuovi positivi si è sempre attestato attorno al 2%, tranne lunedì 8 giugno quando si è verificato un picco del 4,3%. Positivi con continuità, invece, i numeri sui ricoveri ordinari e sui pazienti in terapia intensiva, ora sotto quota 100. 

Coronavirus, la polemica sui dati in Lombardia

Non mancano, però, le polemiche. Giovedì - il giorno dopo l'addio del direttore generale del Welfare, Luigi Cajazzo, sostituito da Marci Trivelli - a mettere nel mirino il Pirellone è stato il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che ha denunciato una scarsa trasparenza da parte della regione. 

"Leggo che in Lombardia ieri ci sono stati 32 decessi per Covid - ha scritto Gori giovedì mattina su Twitter facendo riferimento al bollettino del giorno precedente -. Non si sa però dove, in quale provincia, perché la Regione non comunica più i dati divisi". E lo stesso sindaco ha anche una propria spiegazione del perché: "Da quando abbiamo segnalato che i decessi reali erano molti di più di quelli ufficiali, hanno secretato i dati per provincia".

Poco dopo, ancora su Twitter, il primo cittadino ha aggiunto: "Neppure i dati sui guariti vengono più comunicati, e sì che sarebbero importanti per capire che oggi le persone ammalate sono poche. Spero che il nuovo Dg della Sanità Marco Trivelli parta da qui, dai dati e dalla trasparenza".

A stretto giro di posta, sempre nella mattinata di giovedì, è poi arrivata la smentita di regione Lombardia con una nota ufficiale. "Quanto scrive il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, non corrisponde al vero ed è privo di qualsiasi fondamento", si legge nel comunicato. 

"La diffusione dei dati relativi al Coronavirus da parte di Regione Lombardia verso le autorità sanitarie e verso i mezzi di informazione non è cambiata e continua a essere la stessa", hanno assicurato dal Pirellone. "Sostenere, per alimentare la polemica politica e senza alcun riscontro veritiero, che la Regione 'secreti' i dati non fa onore a chi rappresenta le Istituzioni", hanno concluso dall'amministrazione.

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