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Bollettino Coronavirus, a Milano e in Lombardia continuano a calare i ricoverati

I dati del giorno

Diminuiscono i ricoveri negli ospedali in Lombardia. Lo si evince dal bollettino quotidiano sui dati relativi alla pandemia covid diffuso, come di consueto, dalla protezione civile nazionale e da Regione Lombardia. Secondo il bollettino di giovedì 15 aprile, nelle ultime 24 ore i nuovi positivi al covid in tutta la regione sono stati 2.722, a fronte di 52.293 tamponi effettuati, di cui 35.245 molecolari e 17.048 antigenici. Il tasso di positività è dunque del 5,2%.

Nella Città metropolitana di Milano i nuovi positivi sono 754, di cui 293 a Milano città. I ricoverati in terapia intensiva sono 739 in tutta la Lombardia, ovvero 42 in meno rispetto al giorno precedente; scendono di 202 persone i ricoverati non in terapia intensiva, che sono ora 5.387. Si tratta come sempre di un "saldo" tra i nuovi ricoveri e le persone che, nel frattempo, sono state dimesse. In particolare i guariti o dimessi sono stati 4.803 nelle ultime 24 ore. Infine, purtroppo, a causa del covid sono decedute 65 persone.

Tamponi gratis e treni 'covid tested'

Mentre la campagna vaccinale contro il covid in Lombardia procede non senza difficoltà, a Milano si continua ad agire anche sul piano della prevenzione ed è qui che si inserisce la lodevole iniziativa di Croce Rossa Italiana che in Stazione Centrale ha allestito un tendone per effettuare tamponi a chiunque lo richieda, in maniera totalmente gratuita.

"Senza alcun costo, limite di età o prescrizione medica chiunque potrà sottoporsi al tampone antigenico rapido nelle tensostrutture allestite dalla Croce Rossa - spiega l'organizzazione in una nota -. (...) L’iniziativa, resa possibile grazie al finanziamento della Commissione Europea, consente a pieno regime di effettuare fino a 3mila test antigenici al giorno su tutto il territorio nazionale".

Oltre alla stazione ferroviaria milanese, infatti, grazie al gruppo Ferrovie dello Stato che ha messo a disposizione i propri spazi, la Croce Rossa è attiva anche a Roma Termini e nel mese di maggio estenderà gli screening nelle stazioni ferroviarie di altre nove città. Nel frattempo, a partire da venerdì 16 aprile sempre in Stazione Centrale partiranno anche i primi treni 'covid tested': tra Roma e Milano i passeggeri e personale di due Frecciarossa (Roma Termini - Milano Centrale delle 8.50 e Milano Centrale -Roma Termini delle 18) potranno ogni giorno effettuare il test rapido gratuitamente nelle due ore precedenti alla partenza del treno.

"Fermare le vaccinazioni è un errore che farà molti morti"

Se si deciderà di restringere le somministrazioni del vaccino anti covid di Janssen (Johnson & Johnson), le limitazioni siano il più possibile circoscritte, per non rallentare le immunizzazioni. Lo ha detto Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, intervenendo alla trasmissione "Agorà" su Rai Tre, giovedì mattina. Il dibattito sul vaccino di Johnson & Johnson è in corso dopo che, negli Stati Uniti, si è deciso di sospenderne l'uso in seguito ad alcuni episodi di trombosi da studiare con attenzione.

Secondo Galli, allargare troppo le restrizioni significherebbe ritardare l'immunizzazione al covid per la popolazione e dunque rallentare la ripresa, le riaperture. "Se, come pare", gli eventi tromboembolici rari "riguardano una particolare fascia d'età e soprattutto il sesso femminile, potrebbero essere date indicazioni togliendo per il momento dalla somministrazione quella fascia d'età e il sesso femminile", ha affermato l'infettivologo: "Questa potrebbe essere la soluzione intermedia più favorevole". Evitando quindi di escludere il vaccino Johnson & Johnson per una larga fascia d'età come avvenuto per Astrazeneca, in Italia sconsigliato agli under 60.

"Si deve accettare il concetto che, nell'ambito di milioni di vaccinati, possono emergere delle 'magagne', chiamiamole così. E queste magagne bisogna capire se sono da vaccino oppure no. E comunque, nella loro dimensione, non devono far cessare una campagna vaccinale la mancata esecuzione della quale certamente si può associare e si assocerà a molti morti", ha aggiunto Galli: "Più limitiamo l'utilizzo di determinati vaccini che erano previsti in senso più ampio, più rallentiamo un processo di vaccinazione dal quale dipende la possibilità vera di riaperture e la soluzione del problema".

Parlando poi di riaperture, Galli ha affermato che l'orizzonte di maggio è plausibile, "avendo il vaccino e la fiducia della gente", ha precisato: "Siamo meno bravi e siamo stati meno previdenti di altri Paesi sotto una serie di aspetti, ma si può fare. E' ora di avere anche un pochino di carota e non solo di bastone. Se in Israele l'hanno fatto, se in altre parti lo stanno facendo con una certa rapidità, vuol dire che si può fare. Però, se si aprono le scuole in questo momento, ritarderemo il processo".

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