Bollettino contagi Coronavirus a Milano: altri 110 nuovi casi tra città e hinterland

All'ombra della Madonnina sono state trovate altre 56 persone positive al virus. I dati

Immagine repertorio (foto Martina Santimone per Areu)

Prosegue senza sosta la lotta al coronavirus a Milano e in Lombardia. All'ombra della Madonnina, secondo l'ultimo bollettino reso noto dalla Regione nel pomeriggio di domenica 17 maggio, sono stati registrati 56 nuovi casi mentre in tutta la Città Metropolitana ne sono stati trovati 110; il totale è quindi salito a 9.371 e 22.151. 

In tutta la Lombardia, a fronte di 11.809 tamponi, sono stati trovati 326 casi positivi (84.844 il totale). Continua ad alleggerirsi il carico sugli ospedali: nelle ultime 24 ore sono state dimesse 13 persone dalle terapie intensive (i ricoverati sono attualmente 255) e altri 41 dai reparti (sono 4.480 i pazienti ricoverati in ospedale ma non in rianimazione). È tornato a salire, invece, il numero dei decessi: in una sola giornata il virus arrivato dalla Cina ha ucciso altre 69 persone.

"Anche i dati di oggi indicano che il trend dei contagi e' sostanzialmente soddisfacente. Il rapporto tra i tamponi effettuati e i casi positivi e' nel complesso favorevole. Raddoppia, rispetto a ieri, il numero dei guariti. Induce all'ottimismo anche il numero dei pazienti in terapia intensiva e non in terapia intensiva, entrambi in costante diminuzione". Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, commentando i dati odierni.

Riaperture in Lombardia: "Ordinanza pronta, aspettiamo il Dpcm di Conte"

"L'ordinanza della Regione Lombardia è pronta. Manca solo la mia firma che sarà messa appena ricevuto il Dpcm di Conte — ha dichiarato il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana —. Dopo una lunghissima trattativa, terminata alle 3.15 di ieri notte, le Regioni, unite e compatte, hanno ottenuto che le linee di indirizzi da loro proposte fossero parte integrante del Dpcm del Governo, per evitare contrasti interpretativi con quelle nazionali. Ma soprattutto per rendere più chiare per i cittadini le regole cui fare riferimento".  

"C'era una sovrapposizione di norme che non avrebbe consentito agli operatori di riprendere le attività — ha precisato Fontana —. Con le linee guida dell'Inail nessuno sarebbe riuscito a ripartire. Intanto, fiducioso che da Roma finalmente arrivi il testo approvato, pubblico le linee guida proposte dalle Regioni che il Governo si è impegnato a recepire nel testo del suo decreto".

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