Bollettino Coronavirus 18 maggio: 175 positivi in Lombardia (con meno tamponi) e 24 morti

A due settimane dall'avvio della fase 2 ecco i dati ufficiali della Regione sul contagio

Ennesima giornata di lotta al Coronavirus quella di lunedì 18 maggio 2020 per Milano e la Lombardia, che da ormai oltre due mesi fanno i conti con l'epidemia.

Stando al nuovo bollettino, diffuso alle 17.45 da regione Lombardia, i nuovi positivi riscontrati nelle ultime 24 ore sono 175 su un numero di tamponi però discretamente basso, 5.078. Il giorno precedente, tra sabato e domenica, i tamponi effettuati erano stati 11.809 - più del doppio - e i nuovi positivi 326. 

Buoni i dati sui guariti, + 873, e sulle terapie intensive, dove si sono liberati altri 3 posti. Lievissimo aumento dei ricoveri "normali", con due pazienti finiti in ospedale nelle ultime 24 ore. I morti in un giorno sono invece 24 - uno dei dati più bassi di sempre, ieri erano stati 69 - con il tragico bilancio totale che arriva a 15.543. 

Foto - Coronavirus, i dati del 18 maggio in Lombardia

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Coronavirus, contagi a Milano

A Milano e provincia i positivi scoperti nell'ultimo giorno sono 71 - il totale è di 22.222 - mentre sotto la Madonnina sono stati trovati altri 24 casi positivi, con il conteggio che arriva a 9.395.

In rapporto ai tamponi i numeri sono in linea con quelli del giorno precedente, quando si erano registrati 110 nuovi casi in tutta la città metropolitana e 56 solo a Milano

Foto - Coronavirus, i dati delle città del 18 maggio

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A due settimane dalla fase 2

I numeri sembrano confermare il trend positivo anche ora che sono trascorse due settimane esatte dall'avvio della fase 2, partita lo scorso 4 maggio con la ripresa di alcune attività economiche e l'allenamento di qualche restrizione. 

Il timore della regione e del governo era che le prime riaperture potessero portare a un innalzamento della curva dei contagi che invece, almeno finora, ha mantenuto il suo calo. 

Il 18 maggio è anche il giorno della totale libertà, o quasi, per milanesi e lombardi. Da lunedì, infatti, in città e in regione hanno riaperto praticamente tutti i negozi, i bar, i ristoranti, i parrucchieri e i centri estetici e i musei. In più sarà possibile spostarsi in regione senza autocertificazione, mentre restano chiusi i confini lombardi e valgono ancora le "vecchie" norme sanitarie: dal distanziamento all'obbligo di indossare la mascherina, passando per la necessità di evitare assembramenti. 

"Ci sarà aumento dei contagi"

"La Lombardia ha aperto tutte le attività possibili con regole più severe rispetto ad altre regioni, in un quadro di equilibrio fra necessità della vita economica e tutela della salute pubblica", ha spiegato nella tarda serata di domenica il presidente lombardo Attilio Fontana, commentando proprio la nuova ripartenza. "Manteniamo alta la guardia. Alla fine di questa settimana sperimentale - ha chiarito - valuteremo con i nostri tecnici i risultati raggiunti insieme". 

Il rischio di una nuova impennata dei casi c'è ed è concreto: "È un momento delicato - ha ammesso lunedì mattina Fontana -. Il lavoro più importante sarà il monitoraggio, tenere sotto controllo il più possibile tutte le persone che in qualche modo sono toccate dal virus, dobbiamo impedire che possa ricominciare a correre. Le infezioni aumenteranno di sicuro, perché più c'è contatto fisico e più aumenteranno - ha sottolineano il governatore -, ma noi dobbiamo tenerle sotto controllo, dobbiamo evitare che si diffondano in maniera controllata, che nascono nuovi focolai. Questo è quello che dovremo fare con grande attenzione". 

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