Coronavirus, bollettino: ancora 65 morti, a Milano risalgono i nuovi positivi, +83

Gli ultimi aggiornamenti con i dati ufficiali della Regione su contagi e vittime: calano i malati gravi, ma si continuano a trovare molti positivi

Altra giornata di battaglia al Coronavirus quella di giovedì 21 maggio per Milano e la Lombardia, a tre mesi esatti dall'inizio dell'emergenza. Era il 21 febbraio, infatti, quando veniva certificato il primo caso in regione: il 38enne di Codogno che era finito in rianimazione in condizioni gravissime. 

La percentuale di casi positivi sui tamponi giornalieri, secondo il report del Pirellone, è al 2,1%, numero più basso dall'inizio della pandemia. -5 le persone in terapia intensiva e -162 i ricoverati non gravi; purtroppo ancora 65 decessi. I nuovi positivi sono 316, 207 le persone guarite. A Milano la situazione è in stallo e non migliora: 38 positivi in città e 83 nell'hinterland, in risalita rispetto a mercoledì.

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Da oltre due settimane la giunta del Pirellone, d'intesa col governo, ha dato avvio alla fase 2, quella ribattezzata della "nuova normalità", e la curva dei contagi fortunatamente sembra non averne risentito, con nuovi casi e morti che pian piano stanno continuando nella loro discesa. 

Lunedì 18 maggio dal Pirellone hanno poi fatto un'ulteriore passo verso la fine dell'emergenza, con la riapertura di bar, negozi, ristoranti e musei. Inoltre sono caduti alcuni dei divieti per i cittadini, che - dopo mesi di lockdown - possono tornare a uscire liberamente dalle proprie abitazioni. I problemi, comunque, non mancano: il tema caldo degli ultimi giorni è la movida "fuori legge", con assembramenti e distanziamento sociale non rispettato. Per evitare guai il presidente lombardo Attilio Fontana ha richiamato i propri cittadini e dal Viminale hanno deciso di intensificare i controlli per evitare una ripresa dell'epidemia. 

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Un'epidemia che, stando a uno studio del Policlinico reso noto mercoledì, potrebbe essere iniziata in realtà molto prima del fatidico 21 febbraio. "Abbiamo la prima vera conferma scientifica che nell'area metropolitana era presente un sommerso di persone contagiate, già prima che si verificassero i primi casi di malattia conclamata. Seppure si tratti di un articolo in pre-print, è il primo studio sierologico su persone asintomatiche che ci dice chiaramente che siamo ben lontani dall'immunità di gregge", ha detto Daniele Prati, direttore del Centro trasfusionale del Policlinico di Milano. Le analisi, infatti, hanno scoperto la presenza di anticorpi a Covid-19 in un milanese su 20 già settimane prima dei casi conclamati di malattia.

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