Coronavirus, il bollettino: 441 nuovi casi in Lombardia, ma terapie intensive sotto i 200

Gli ultimi aggiornamenti con i dati ufficiali della Regione sui contagi da Coronavirus. I numeri

Altra giornata di battaglia al Coronavirus per Milano e la Lombardia, travolte ormai oltre tre mesi fa da quella che i vertici regionali hanno più volte definito una "bomba atomica", uno "tsunami". 

Nelle ultime 24 ore, stando al bollettino diffuso da regione Lombardia alle 17.30 di sabato 23 maggio, sono stati trovati altri 441 positivi al Covid su 17.191 tamponi. Il rapporto tra tamponi e positivi quindi sale al 2,6%, rispetto all'1,5 del giorno precedente, che - avevano sottolineato dal Pirellone - era il dato più basso in assoluto dall'inizio dell'emergenza.

I casi positivi in totale salgono così a 86.825, mentre quelli attualmente positivi sono 25.630. Tra venerdì e sabato sono stati 56 i morti per Coronavirus, con il tragico bilancio che giunge a quota 15.840 vittime. Continua invece a calare la pressione sugli ospedali con +688 dimessi e -8 ricoveri in terapia intensiva, che torna sotto i 200 posti letto occupati. 

coronavirus bollettino 23 maggio-2

Coronavirus, contagi e morti a Milano

I nuovi casi di Coronavirus a Milano e provincia sono invece 88 - per un totale di 22.616 - mentre nella sola città capoluogo si registrano 40 nuovi casi, per un totale di 9.565. La città che conta l'aumento più alto è Bergamo, con 102 nuovi casi di Covid accertati.

“I dati di oggi segnano un leggero incremento della percentuale tra i tamponi effettuati e i casi risultati positivi", ha ammesso l'assessore al Welfare, Giulio Gallera. Che però ha poi voluto sottolineare un aspetto positivo: "Ma indicano anche il raggiungimento di un traguardo davvero importante perché siamo scesi sotto la simbolica cifra delle 200 terapie intensive. Il numero dei ricoveri in questi reparti è infatti di 199 casi. Aumentano anche i guariti, numeri da valutare sempre nel medio periodo con la raccomandazione di continuare a rispettare le regole per non vanificare l’eccezionale comportamento mantenuto fin qui”. 

"Segnalo anche - ha aggiunto Gallera - che fra i nuovi positivi registrati oggi, contiamo 108 tamponi riguardanti operatori sanitari e ospiti delle Rsa, un numero più alto rispetto alla stessa casistica degli ultimi giorni. La diffusione del contagio fra la popolazione rimane quindi stabile”, ha assicurato l'assessore.

coronavirus bollettino 23 maggio città-2

Coronavirus, l'indice Rt in Lombardia

A quasi tre settimane dall'avvio dello fase 2 - lo scorso 4 maggio hanno riaperto alcune attività e sono caduti alcuni divieti - i dati sembrano non averne comunque risentito eccessivamente, almeno stando a quanto assicurano dal Pirellone, e il prossimo scoglio sarà valutare l'impatto dell'ulteriore allentamento avvenuto da lunedì 18, quando tutti i negozi hanno rialzato le saracinesche e per i cittadini è arrivata una libertà di movimento decisamente più ampia.

Mentre tiene banco il "caso movida" - in troppe zone della città fuori dal locali si verificano assembramenti "pericolosi" - anche dall'istituto superiore di sanità hanno confermato che la Lombardia e Milano stanno pian piano uscendo dalla fase più acuta dell'emergenza. Venerdì, infatti, l'Iss ha certificato che Rt, l'indice di contagio, in regione è sceso da 0,62 a 0,51 con un rischio di diffusione considerato "basso". 

"Esprimo soddisfazione per il dato diffuso dall'Istituto Superiore di Sanità, un primo passo avanti verso la tanto auspicata 'nuova normalità' e un premio alla volontà dei lombardi, cui va il mio ringraziamento, che hanno rispettato le regole", ha subito esultato il governatore Attilio Fontana. "Guai però ad abbassare la guardia e a pensare che il virus sia stato sconfitto - ha subito rimarcato il presidente di regione -. Non è così, proseguiamo nei comportamenti virtuosi per non vanificare gli sforzi fin qui fatti".

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Sulla stessa lunghezza d'onda anche Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss, che ha comunque posto il "mirino" sulla regione: “In tutte le regioni i casi sono in decremento, ma rimangono delle differenze che dividono sostanzialmente in tre aree il Paese: regioni con pochissimi casi o zero e altre come la Lombardia con un numero significativo", ha detto. 

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