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Zangrillo

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Aggiornamento condizioni Berlusconi: "Non è intubato e respira autonomamente"

Dal San Raffaele, il primo bollettino sulle condizioni dell'ex premier. Poi Zangrillo fa "mea culpa" sul virus: "Quando dissi che era clinicamente morto, usai un tono forte, probabilmente stonato"

"La situazione clinica è tranquilla e confortante". Sono le parole rassicuranti del professor Alberto Zangrillo, direttore di Terapia intensiva dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, medico personale dell'ex premier Silvio Berlusconi. L'83enne leader di Forza Italia, la scorsa notte, è stato ricoverato nel nosocomio dopo la positività al coronavirus.

"Il paziente non è intubato e respira autonomamente. Il quadro è rassicurante, sono ottimista per le prossime ore", spiega Zangrillo ai giornalisti nel bollettino medico venerdì pomeriggio. "La storia inizia il 2 settembre, quando il presidente Berlusconi viene sottoposto ad un tampone naso-faringeo, era un rilievo programmato perché aveva soggiornato in luoghi endemici per quanto riguarda il problema che stava trattando da qualche mese. Abbiamo rilevato positività in un soggetto che ho definito asintomatico", dice ancora.

"Nella giornata di giovedì ho ritenuto di fare una visita come ogni medico fa ai suoi pazienti e nell'ambito di questa visita ho rilevato gli indici di un blando coinvolgimento polmonare, per cui ho ritenuto opportuno un approfondimento diagnostico eseguito attorno alla mezzanotte all'Istituto San Raffaele. I risultati hanno consigliato il ricovero ospedaliero per un soggetto divenuto un paziente che può essere considerato a rischio per età e per patologie a tutti note", prosegue.

"Quando parlo di blando coinvolgimento, parlo di un'infezione individuata molto precocemente", dice Zangrillo. "Mi sono imposto nell'istituire un regime che comporti il riposo assoluto", che è la terapia di cui Berlusconi "più necessita". "Non è stato facile convincerlo, ho dovuto insistere. Però l'uomo è molto intelligente, una volta informato su quello che lo riguardava è contento della decisione presa. L'umore non è dei migliori, nemmeno il mio. E' previsto qualche giorno di permanenza qui, esistono protocolli terapeutici precodificati che prevedono la permanenza in ospedale qualche giorno e non qualche decina di giorni", chiosa il primario.

Zangrillo e la marcia indietro sul virus: "Clinicamente morto? Frase stonata"

Il professor Zangrillo, sollecitato dai giornalisti, è tornato sulla frase che disse qualche settimana fa in un collegamento tv: "Il virus è clinicamente morto". Il che aveva sollevato non poche polemiche, dipingendolo come (tra i pochissimi) luminari 'negazionisti' sulla gravità del covid. Venerdì pomeriggio il parziale dietrofront.

"Ho usato un tono forte, probabilmente stonato, ma fotografava quello che osservavamo e continuiamo a osservare - si spiega Zangrillo -. Negli ospedali dove abbiamo curato in terapia intensiva centinaia di pazienti, fortunatamente non ricoveriamo un paziente con esiti primari ha un significato. Questo non deve portare le persone a comportamenti superficiali". Io non ho mai negato che il virus esista, sono stato anche il primo, il 28 aprile, a dire che dobbiamo convivere con Sars-CoV-2, senza tener conto di un eventuale vaccino. Serve rispetto delle regole ma anche distanza dall'isteria collettiva", conclude.

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