Bollettino e aggiornamento contagi Lombardia: risalgono morti e i contagi, +216 nuovi positivi

Il report ufficiale del Pirellone

Altra giornata di lotta al Covid-19 in Lombardia. E report ufficiale del Pirellone mercoledì 27 maggio 2020. In Lombardia risalgono nettamente i nuovi contagi (+216 nuovi positivi) che portano la regione ad avere il poco invidiabile primato del 65% dei nuovi contagi odierni in Italia. Ma sono stati fatti più tamponi. Ben 58 i decessi, dopo i numeri bassi degli scorsi giorni. Aumentano i ricoverati non gravi (+4) mentre diminuiscono i pazienti in terapia intensiva (-8). 

A Milano aumentano i contagi: +41 in città e +68 in provincia. 

"L'Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo - spiega l'assessore al Welfare, Giulio Gallera - precisa che fra i 198 positivi della giornata odierna sono compresi anche 168 tamponi processati da un laboratorio privato, che sono stati effettuati a seguito di test sierologici fatti su iniziativa dei singoli cittadini e che sono stati processati negli ultimi sette giorni". "Fra l'altro, l'Ats di Bergamo segnala che 118 dei 168 (circa il 70%) tamponi - continua Gallera - risultano debolmente positivi; presentano tracce di RNA virale e vengono considerati positivi in via precauzionale. Pertanto sui 118 debolmente positivi verra' effettuato un secondo tampone tra una settimana da parte di ATS.

Bonus fino a 1.730 euro per medici e infermieri lombardi

"I medici ospedalieri riceveranno un bonus fino a 1.730 euro, gli infermieri e gli operatori sanitari del comparto fino a 1.250 euro come riconoscimento concreto e tangibile dell'impegno di questi mesi nella lotta al Covid-19".

Lo comunicano il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l'assessore al Welfare, Giulio Gallera, a seguito dell'accordo raggiunto con i rappresentanti sindacali del personale del comparto e, nella tarda serata di martedì, con quelli della Dirigenza Medica. "D'intesa con i rappresentanti dei lavoratori - proseguono Fontana e Gallera - i premi vengono parametrati e distribuiti in proporzione al livello di servizio degli operatori nei reparti Covid degli ospedali lombardi, con un'attenzione particolare all'impegno nelle terapie intensive, nelle unita' di degenza sub intensiva e nei reparti di malattie infettive o di assistenza respiratoria".

Il sindaco di Segrate pubblica i nomi dei morti

L'autodifesa d'ufficio del governatore lombardo Attilio Fontana, che si è autoassolto in una recente intervista sostenendo che la Lombardia non ha commesso errori sulla gestione dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, non va giù al sindaco di Segrate, Paolo Micheli, eletto con una lista civica di centrosinistra, che risponde per le rime e decide di pubblicare su Facebook l'elenco dei 218 morti segratesi nei mesi di marzo e aprile 2020.

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Da Bruno S. a Germano C., il drammatico elenco è preceduto da un post nel quale il primo cittadino del Comune ad est di Milano spiega il senso dell'iniziativa. «Il presidente Fontana ha dichiarato che la Regione non ha fatto errori. Con tutto il rispetto e anche comprensione, perché si è trovato a gestire un periodo terribile, qui a Segrate siamo passati da 98 decessi di marzo-aprile 2019. a 218 nello stesso periodo del 2020. Quante campane a morto abbiamo sentito, quante sirene delle ambulanze. Questo non è solo un elenco, non sono solo numeri, sono parenti, amici e vicini di casa che sono morti. Siamo noi», ha scritto Micheli su Facebook. In precedenza Fontana si era praticamente autoassolto su vari punti critici di questi mesi, a partire dalla mancata istituzione di una "zona rossa" in Val Seriana. Arrivando a smentire il suo assessore Giulio Gallera, che aveva riconosciuto che sarebbe stato possibile istituirla da parte di Regione Lombardia, senza aspettare il Governo. Fontana ha detto che Gallera «si sbaglia» fondandosi su un parere del costituzionalista Sabino Cassese, secondo cui quella di una "zona rossa" per emergenza sanitaria sarebbe una iniziativa «nelle mani del Governo». Fontana si era difeso anche dalle accuse relative alla nota delibera sul trasferimento di pazienti Covid-19 nelle Rsa affermando che soltanto quindici strutture li hanno accolti, e che c'erano protocolli precisi che le Rsa avrebbero dovuto rispettare. E dalla realizzazione dell'ospedale in Fiera, costato (con donazioni tutte private) 840 mila euro in media per ogni malato ospitato. 

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