Covid, il bollettino di lunedì 11 gennaio: 1.488 casi in Lombardia, 434 a Milano

Negli ospedali della Regione ci sono in tutto 3.984 persone affette da SarsCov2, 73 in meno rispetto a ieri

Meno tamponi, meno casi di coronavirus ma anche meno ricoveri negli ospedali. Non si ferma la lotta al coronavirus in Lombardia ma la situazione resta sostanzialmente critica. Nella giornata di lunedì 11 gennaio, a fronte di 13.356 tamponi, sono stati accertati altri 1.488 casi in tutta la Regione (1.779 in meno rispetto a ieri); il rapporto fra tamponi effettuati e i nuovi positivi è del 11.14 %. Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 434 persone positive al virus. I dati sono stati resi noti dalla Protezione Civile con il consueto bollettino.

Nelle ultime 24 ore ci sono stati 23 nuovi accessi in terapia intensiva in Lombardia. Il totale dei letti di rianimazione occupati è aumentato di 3 unità rispetto a ieri; ora sono 462 le persone con gravi insufficienze respiratorie ricoverate nelle terapie intensive degli ospedali regionali. In una sola giornata i posti letto occupati dai pazienti meno gravi sono diminuiti di 76 unità per un totale di 3.522. Negli ospedali della Regione ci sono in tutto 3.984 persone affette da SarsCov2 (73 in meno rispetto a domenica).

Le persone che si sono negativizzate nelle scorse 24 ore sono 4.717; in totale i lombardi che sono guariti dal covid sono 417.173. Si allunga la scia di morte provocata dal virus. In una sola giornata ha ucciso altre 62 persone; il totale (ufficiale) è arrivato a quota 25.849.

Fontana: stiamo peggiorando in tutti i parametri

"Stiamo peggiorando in tutti i parametri". Attilio Fontana, presidente di regione Lombardia, non fa troppi giri di parole e traccia per la sua regione un futuro che potrebbe essere nuovamente da zona rossa. Intervistato lunedì mattina da SkyTg24, il governatore ha fatto il punto della situazione e non ha nascosto le preoccupazioni per l'emergenza covid, che sembra abbia ricominciato a correre. 

“Purtroppo la scorsa settimana l’indice Rt ha avuto un improvviso rialzo, a 1,24. Tenendo conto dei nuovi parametri introdotti dal governo poco prima di Natale, ci stiamo avvicinando sicuramente alla zona rossa", ha ammesso il presidente lombardo proprio nel giorno in cui la regione è tornata in zona arancione. "Mi auguro sempre che questi numeri si invertano, mi auguro sempre che l'indice Rt come l'indice dei ricoveri si possano abbassare. Questo è un auspicio, ma se non succede allora il rischio è la zona rossa. Stiamo peggiorando in tutti i parametri, la situazione va tenuta sotto controllo”, ha ripetuto Fontana, che già sabato aveva lanciato l'allarme.

Sui nuovi parametri introdotti dal governo - adesso per passare in zona rossa "basta" un indice Rt di 1.25 - il governatore ha spiegato: “Ci vuole più omogeneità e chiarezza, la situazione cambia continuamente. Anche l’introduzione dei tamponi rapidi è un argomento che merita maggiore discussione altrimenti si rischia di peggiorare la percentuale senza una ragione valida. È vero che siamo stati anche noi a chiedere modifiche, io stesso ho chiesto di valutare dati più vicini nel tempo”, ha ricordato. 

Fontana ha poi annunciato che nelle prossime ore parteciperà a un nuovo incontro con il governo, per discutere di eventuali nuove misure, anche perché dall'esecutivo va "disegnato" il nuovo Dpcm, o il nuovo decreto legge, che dovrà regolare divieti e restrizioni dal 16 gennaio in poi. “Da tempo sostengo che in questi mesi abbiamo accertato con sicurezza che ci sono comportamenti che non possiamo permetterci. L’ondeggiamento tra zone gialle, arancioni e rosse non porta stabilità. Con i tecnici dobbiamo quindi concentrarci sui comportamenti da escludere, su quali sono le attività assolutamente da non svolgere”, ha sottolineato Fontana. 

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