Bollettino coronavirus, altri 5mila casi in Lombardia: oltre 4.800 pazienti negli ospedali

Nella giornata di lunedì 2 novembre sono state ricoverate 17 persone in terapia intensiva e 160 nei reparti

Prosegue con ogni mezzo la lotta al coronavirus in Lombardia. Nella giornata di lunedì 2 novembre sono stati accertati altri 5.278 casi in tutta la Regione (a fronte di 24.087 tamponi). Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 2.242 persone positive al virus. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile con il consueto bollettino.

Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 17 ricoveri di persone con gravi insufficienze respiratorie nelle terapie intensive; in totale i reparti di rianimazione stanno curando 435 casi. I posti letto occupati dai pazienti meno gravi sono aumentati di 160 unità per un totale di 4.406. Negli ospedali della Regione ci sono in tutto 4841 persone affette da SarsCov2.

Si allunga la scia di morte provocata dal virus. In una sola giornata ha ucciso altre 46 persone; il totale (ufficiale) è arrivato a quota 17.635.

Riapre l'ospedale in Fiera a Bergamo

Non solo Fieramilanocity. Riapre, purtroppo, anche terapia intensiva a Bergamo, che servirà a tutta la Lombardia. "Riapre il presidio medico avanzato in Fiera a Bergamo che accoglierà i primi 4 pazienti. La riattivazione dei posti di terapia intensiva è stata realizzata grazie a un lavoro di squadra, coordinato dalla cabina di regia regionale che, ancora una volta, a distanza di 7 mesi, vede in prima linea l’Ospedale Papa Giovanni XXXIII, le imprese artigiane di Confartigianato Bergamo, i ragazzi della curva nord dell’Atalanta, A.N.A. onlus, che ringrazio a nome di tutta la Giunta regionale e dei Lombardi".

Lo comunica nelle scorse ore il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Un lavoro di squadra che permette di riattivare il presidio con i primi 4 posti letto di terapia intensiva e semi intensiva per procedere progressivamente con l’attivazione di ulteriori posti letto in base alle esigenze, fino ad un massimo, per ora, di 48. Ventiquattro (2 moduli da 12) saranno gestiti dall'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e gli altri ventiquattro (2 moduli da 12) dagli Spedali Civili di Brescia, con personale medico e infermieristico proveniente da tutti gli ospedali pubblici e privati delle province di Bergamo, Brescia e Mantova.

La Direzione sanitaria è affidata all’ASST Papa Giovanni XXIII nella persona di Oliviero Valoti, con un’articolazione organizzativa che prevede diverse responsabilità alla Direzione medica e alla DPS - Direzione delle Professioni sanitarie. Al suo fianco il coordinatore infermieristico Luigi Daleffe. L’Asst Papa Giovanni mette a disposizione 9 medici anestesisti e 24 infermieri e operatori di supporto, tecnici di radiologia, fisioterapisti, farmacia. Un rilevante impegno organizzativo che si aggiunge al ruolo di ospedale hub per il Covid e di tutte le patologie tempo dipendenti che restano in capo al Papa Giovanni.

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