Bollettino coronavirus Milano e Lombardia: 8.853 positivi, 16 ricoveri in più e 169 morti

I dati giornalieri sull'andamento dell'epidemia di coronavirus a Milano e in Lombardia

Non si ferma l'ondata dei contagi da coronavirus in Lombardia. Nella giornata di sabato 21 novembre sono stati accertati altri 8853 casi in tutta la Regione, a fronte di 44294 tamponi. Il rapporto fra tamponi effettuati e i nuovi positivi è del 19.99%. Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 3232 persone positive al virus: 1.144 soltanto sotto la Madonnina.

I dati sono stati resi noti dalla Protezione Civile e dal Pirellone con il consueto bollettino. Sul totale dei nuovi contagiasi 652 sono "debolmente positivi" e 140 sono stati scoperti a seguito di test sierologico. I guariti e dimessi nelle ultime 24 ore sono 5.640.

Le persone ricoverate in terapia intensiva per grave insufficienza respiratoria sono 6 in più rispetto a ieri; in totale i reparti di rianimazione stanno curando 936 casi. Il dato, tuttavia, è un 'saldo' tra i nuovi ingressi, le persone che vengono dimesse e quelle che, purtroppo, muoiono. I posti letto occupati dai pazienti meno gravi sono aumentati di 10 unità per un totale di 8314. Negli ospedali della regione ci sono in tutto 9250 persone affette da SarsCov2, 16 in più in totale rispetto a ieri.

Si allunga la scia di morte provocata dal virus. In una sola giornata ha ucciso altre 169 persone. Il totale ufficiale è arrivato a quota 20.359.

bollettino 21 novembre-2

Covid, che natale sarà? 

Se da un lato i medici continuano la loro lotta in corsia, dall'altro la politica e le istituzioni guardano al prossimo grande "scoglio": le festività di dicembre. Natale sì, ma con cautela è l'appello di Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive del Sacco di Milano e tra i medici più pacati ed esposti nell'analisi dei dati sul coronavirus, che chiede calma e prevenzione in vista del Natale, quando il "lockdown light" deciso per la seconda ondata dell'epidemia potrebbe essere ulteriormente alleggerito. 

"Ho giurato a me stesso che avrei parlato del Natale solo per fare gli auguri ai parenti, perché credo che sia compito di qualcun altro metterci la faccia da questo punto di vista. Una cosa è certa. Non possiamo aspettarci di far finta che non sia accaduto nulla", ha detto sabato mattina a Rtl 102.5. "Dobbiamo evitare di fare a Natale quello che abbiamo fatto a Ferragosto. Mi auguro che la lezione pesante estiva sia stata imparata", ha proseguito il dottore, facendo riferimento alle tante aperture arrivate tra giugno, luglio e agosto che hanno poi avuto una inevitabile conseguenza sulla ripartenza dei contagi. 

"Dalla fine del lockdown ad oggi 12mila morti causati dal virus, gran parte di questi morti poteva essere evitata con comportamenti responsabili ma anche con indicazioni responsabili da parte delle autorità", ha rimarcato l'infettivologo. E ancora: "Non ci si possono palleggiare responsabilità. Non cerchiamo sconti. Il Natale responsabile è un Natale che deve evitare di infettare i nostri nonni", ha ribadito, a rafforzare ulteriormente il suo concetto. 

Galli sul vaccino

Lui stesso ha poi parlato del vaccino anti covid, che potrebbe arrivare nei prossimi mesi. "Credo che potrò iniziare una sperimentazione molto presto su uno dei vaccini anti Covid presso il mio centro. Credo che se scoprirò che il ruolo di principal investigator e di responsabile non è in conflitto con quello di volontario sarò tra i primi a fare questa vaccinazione", ha annunciato, dicendosi quindi pronto a provare il vaccino sulla propria pelle. 

"La posizione di Crisanti, che ha tutta la mia stima, è stata travisata", ha assicurato parlando del collega che invece aveva sollevato perplessità sull'efficacia di un vaccino scoperto e prodotto in poco tempo. "Era seccato di continuare a vedere annunci sui media sul vaccino e non dati concreti", ha concluso.

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