Bollettino coronavirus: quasi 9mila casi in Lombardia, Milano sfiora quota 4mila

Crescono i ricoveri sia nei reparti covid che nelle terapie intensive della Regione

È sempre più critica la situazione coronavirus in Lombardia. Nella giornata di venerdì 30 ottobre sono stati accertati altri 8.960 casi in tutta la Regione (a fronte di 46.892 tamponi). Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 3.979 persone positive al virus. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile con il consueto bollettino.

Sono sempre più sotto stress i reparti di terapia intensiva dedicati ai pazienti covid. Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 25 ricoveri di persone con gravi insufficienze respiratorie; in totale i reparti di rianimazione stanno curando 370 casi. I posti letto occupati dai pazienti meno gravi sono aumentati di 343 unità per un totale di 3.698. Negli ospedali della Regione ci sono in tutto 4.068 persone affette da SarsCov2.

Si allunga la scia di morte provocata dal virus. In una sola giornata ha ucciso altre 48 persone; il totale (ufficiale) è arrivato a quota 17.462.

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Lunedì incontro coi sindaci per decidere di lockdown

“In attesa dei dati di oggi, ho aggiornato assessori e sottosegretari su quella che è l’evoluzione della curva epidemiologica nelle singole province della Lombardia. Ho fatto loro presente che è necessario attendere ancora qualche giorno per capire se le restrizioni previste dal Dpcm, sommate a quelle che riguardano specificatamente la nostra regione, si sono rivelate utili per il contenimento del virus”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine della riunione di Giunta.

“Un principio - aggiunge il governatore Fontana - che vale anche per una condivisione della situazione con l’ANCI e con i sindaci dei capoluoghi di Provincia ai quali ho dato appuntamento  per lunedì. Con loro faremo il punto della situazione sulla base di un ‘pacchetto’ di dati che, secondo quanto ci dicono i nostri esperti, può essere un indicatore ‘credibile’ per capire come evolve il quadro sanitario ed epidemiologico”.

Bypassare il pronto soccorso: al via gli hotspot

Tre sono già attivi nel Bresciano, gli altri partiranno a Varedo (Mb) e poi anche nel resto della Lombardia: sono i centri di diagnosi pensati da Regione Lombardia per "saltare" i reparti di pronto soccorso, sotto pressione, negli ospedali. Permetteranno di diagnosticare il Covid (con tampone e anche Rx torace) ai pazienti sospetti che poi, in caso di positività, verranno inviati a casa per la tele-medicina oppure direttamente in ricovero, a seconda della situazione, evitando quindi il passaggio in pronto soccorso.

Intanto si è diffusa l'allerta alle Croci di soccorso del territorio lombardo, soprattutto a quelle del Milanese, per chiedere il massimo potenziamento di mezzi e personale (dipendente e volontario) per fare fronte all'incremento delle chiamate al 118.

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