Bollettino coronavirus sabato 31 ottobre: quasi 9mila casi in Lombardia, a Milano 3.730

I dati ufficiali del ministero della Salute, della Protezione Civile e della Regione Lombardia

Le auto in coda per il tampone, sabato 31 ottobre al San Carlo (Foto M. Melley)

Non si ferma la lotta al coronavirus ma la situazione in Lombardia è sempre più critica. Nella giornata di sabato 31 ottobre sono stati accertati altri 8.919 casi in tutta la Regione (a fronte di 46.781 tamponi). Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 3.730 persone positive al virus. Di questi 1.553 a Milano città. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile con il consueto bollettino. In Italia i casi sono stati complessivamente 31.758, con 287 morti, nelle ultime 24 ore.

Sono sempre più sotto stress i reparti di terapia intensiva dedicati ai pazienti covid. In Lombardia nelle ultime ore si sono registrati altri 22 ricoveri di persone con gravi insufficienze respiratorie; in totale i reparti di rianimazione stanno curando 392 casi. I posti letto occupati dai pazienti meno gravi sono aumentati di 335 unità per un totale di 4.033. Negli ospedali della regione ci sono in tutto 4.425 persone affette da SarsCov2.

Si allunga la scia di morte provocata dal virus in regione. In una sola giornata ha ucciso altre 73 persone; il totale (ufficiale) è arrivato a quota 17.535. 

Dopo il bollettino di sabato, il Governo ha convocato d'urgenza un incontro con il Comitato tecnico scientifico. Si discute dei numeri attuali e dell'eventualità di creare nuove zone rosse. In questo caso Milano sarebbe nell'elenco dei territori da 'isolare'.

Bollettino coronavirus 31 ottobre 2020-2

Lockdown, il punto di vista dell'Istituto superiore di sanità

A descrivere la situazione attuale è il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro. "È chiaro - ha detto - che ci troviamo di fronte a un Paese che ha adottato misure importanti che si stanno implementando e i cui effetti vedremo alla fine della prossima settimana, quindi dopo i famosi 15-20 giorni, che sono i tempi per vedere come agiscono sulla diffusione dell'infezione le misure che vengono adottate. Misure alle quali si devono adeguare o inserire ulteriori misure che possono essere e a livello nazionale e a livello locale". 

Iscriviti al canale YouTube di MilanoToday: video e anteprime gratis

"Le regioni stanno analizzando i dati e credo che dall'esito di questa analisi si potrà valutare contestualmente se accompagnare con misure anche locali ulteriori, laddove per esempio la curva di crescita sia più significativa che altrove", ha chiarito. "Gli scenari hanno del margine di flessibilità e quello in cui ci troviamo è uno scenario in cui il Paese ha adottato delle misure progressivamente più restrittive fino al Dpcm della scorsa settimana, che è intervenuto in maniera significativa nel mettere dei vincoli a determinate attività, limitando in qualche modo le interazioni". Il documento fatto con il consenso di tutte le istituzioni nazionali per gestire l'evoluzione dell'epidemia di covid-19 è la guida ed è "preziosissimo", conclude Brusaferro.

Da Lunedì i tamponi rapidi per Ats e Asst

“Da lunedì i tamponi rapidi antigenici inizieranno ad essere utilizzati dalle Ats e Asst della Lombardia in determinati ambienti pubblici e successivamente, grazie ad una delibera che sarà presentata in Giunta martedì 3 novembre, saranno forniti a medici e pediatri di famiglia che daranno la disponibilità. Queste tipologie di test consentono una rapida definizione dell’esito e sono quindi molto importanti per l’individuazione dei possibili casi covid in diversi ambiti”. 

Lo ha annunciato Attilio Fontana, governatore lombardo, a seguito della riunione con tutte le direzioni strategiche delle Ats e delle Asst della Lombardia avvenuta venerdì. L’utilizzo dei test antigenici rapidi sarà disciplinato attraverso un apposito provvedimento iscritto all’ordine del giorno della prossima Giunta regionale. 

“I tamponi antigenici rapidi – spiega l’assessore al Welfare Giulio Gallera - saranno resi disponibili per medici e pediatri di famiglia, per le Usca che effettuano test a domicilio su indicazione del medico, o in determinate collettività, nel settore scolastico, nelle unità d’offerta residenziali e semiresidenziali, nei Pronto Soccorso, negli istituti penitenziari per una rapida definizione dei casi positivi e dei contatti stretti”. 

Lunedì incontro per 'leggere' i dati sul covid

In Lombardia già lunedì ci sarà un incontro tra il governatore Attilio Fontana, i sindaci della città e i vertici sanitari per analizzare l'andamento della pandemia e la risposta alle prime misure adottate. “Un principio - ha spiegato Fontana - che vale anche per una condivisione della situazione con l’Anci e con i sindaci dei capoluoghi di Provincia ai quali ho dato appuntamento. Con loro faremo il punto della situazione sulla base di un ‘pacchetto’ di dati che, secondo quanto ci dicono i nostri esperti, può essere un indicatore ‘credibile’ per capire come evolve il quadro sanitario ed epidemiologico”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Covid, Lombardia verso entrata in 'zona arancione' da venerdì: cosa cambia

  • Incendio a Cologno, fiamme ed esplosioni nel condominio: casa distrutta, palazzo evacuato

  • Bresso (Milano), due agenti della polizia locale accoltellati: uno è grave

  • "Ve matamos a todos", poi calci e pugni: il folle assalto della 'gang', 5 poliziotti feriti in metro

  • Lombardia verso la zona arancione: ma non c'è nulla da esultare. I numeri

  • Violenza sessuale a Milano, ragazza stuprata dal cugino del padre: "Se parli ti taglio la testa"

Torna su
MilanoToday è in caricamento