Bollettino coronavirus 3 ottobre: 393 positivi, 101 a Milano. 5 morti e + 3 in terapia intensiva

I dati ufficiali forniti da regione Lombardia sull'andamento dell'epidemia di coronavirus

Altra giornata di battaglia al coronavirus quella di sabato 3 ottobre per Milano e tutta la Lombardia. Stando al bollettino diffuso dalla regione alle 16.50 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono 393 su 18.860 tamponi effettuati. Il rapporto è quindi al 2%. Tra i nuovi infetti, "64 sono debolmente positivi" e 4 sono stati scoperti a seguito di test sierologico. Venerdì i positivi erano stati 307 su 19.842, con un rapporto dell'1,5%.

I dimessi e guariti crescono di 392 e i ricoverati nei reparti ordinari - che ora accolgono 293 persone - calano di 9 pazienti. Crescono, invece, i ricoveri in terapia intensiva: +3 in un giorno e 42 letti occupati al momento. Crescono purtroppo anche i decessi: sono 5 i morti nelle ultime 24 ore, con il tragico bilancio arrivato a quota 19.969 dall'inizio dell'epidemia. 

Tra i nuovi positivi 160 sono stati scoperti tra Milano e la provincia: tra loro ben 101 soltanto sotto la Madonnina. A Monza e Brianza, seconda provincia in termini assoluti per nuovi contagi, sono 48. 

bollettino 3 ottobre-2

I dati continuando quindi a indurre alla cautela e a tenere alta la guardia perché gli strascichi della "bomba atomica" - come l'hanno più volte definita i vertici regionali - non sono ancora passati. 

La polemica sui vaccini

Proprio nella giornata di sabato è esplosa la polemica, l'ennesima, tra regione Lombardia e comune di Milano. Motivo del contendere i vaccini anti influenzali, quanto mai necessari in piena emergenza covid. Dopo le discussioni per i ritardi e per la presunta mancanza di dosi - sempre smentita dall'assessore al welfare lombardo, Giulio Gallera -, sabato mattina a sganciare la bomba è stata Anna Scavuzzo, vincesindaco meneghino. 

"La Regione Lombardia non dà i vaccini al Comune di Milano", il suo j'accuse contenuto in un lungo - e duro - post su Facebook. "Voltafaccia di Regione Lombardia che ammette di non poter affrontare una vaccinazione massiccia della popolazione perché non ha abbastanza dosi di vaccino. E questo dopo settimane di incontri, approfondimenti, bozze di accordi e richieste di disponibilità che hanno visto il Comune di Milano attivamente e fattivamente coinvolto nel proporre la vaccinazione anti influenzale al più alto numero possibile di milanesi, coinvolgendo anche tutti i propri lavoratori e lavoratrici", ha spiegato il vicesindaco.

Immediata la replica di Gallera: "È davvero triste che la vice sindaco di Milano pieghi la sua carica istituzionale a una polemica politica ingiustificata e strumentale. Regione Lombardia coprirà gratuitamente, come tutte le altre Regioni, con il vaccino antinfluenzale le fasce target della popolazione stabilite dal Ministero della Salute", ha risposto l'assessore.

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