Bollettino coronavirus: 6.800 casi in Lombardia. Crescono le vittime: oggi 117 morti

Negli ospedali della Regione ci sono 5.215 persone affette da SarsCov2

Non si ferma la lotta al coronavirus in Lombardia. Nella giornata di martedì 3 novembre sono stati accertati altri 6.804 casi in tutta la Regione (a fronte di 32.337 tamponi). Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 2.829 persone positive al virus. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile con il consueto bollettino.

Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 40 ricoveri di persone con gravi insufficienze respiratorie nei reparti di terapia intensiva; in totale i reparti di rianimazione stanno curando 475 casi. I posti letto occupati dai pazienti meno gravi sono aumentati di 334 unità per un totale di 4.740. Negli ospedali della Regione ci sono in tutto 5.215 persone affette da SarsCov2.

Si allunga la scia di morte provocata dal virus. In una sola giornata ha ucciso altre 117 persone; il totale (ufficiale) è arrivato a quota 17752 .

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I tamponi antigenici in Lombardia

“Da lunedì i tamponi rapidi antigenici inizieranno ad essere utilizzati dalle ATS e ASST della Lombardia in determinati ambienti pubblici e successivamente, grazie ad una delibera che sarà presentata in Giunta martedì 3 novembre, saranno forniti a medici e pediatri di famiglia che daranno la disponibilità. Queste tipologie di test consentono una rapida definizione dell’esito e sono quindi molto importanti per l’individuazione dei possibili casi Covid in diversi ambiti”. Lo ha annunciato la scorsa settimana il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a seguito della riunione con tutte le direzioni strategiche delle ATS e delle ASST della Lombardia avvenuta ieri. L’utilizzo dei test antigenici rapidi sarà disciplinato attraverso un apposito provvedimento iscritto all’ordine del giorno della prossima Giunta regionale. 

“I tamponi antigenici rapidi - spiega l’assessore al Welfare Giulio Gallera - saranno resi disponibili per medici e pediatri di famiglia, per le USCA che effettuano test a domicilio su indicazione del medico, o in determinate collettività, nel settore scolastico, nelle unità d’offerta residenziali e semiresidenziali, nei Pronto Soccorso, negli istituti penitenziari per una rapida definizione dei casi positivi e dei contatti stretti”. I test antigenici intercettano specifiche porzioni proteiche presenti sulla superficie virale del Sars-Cov-2. 

“Viene disciplinato l’utilizzo del tampone antigenico - aggiunge  Gallera - anche al di fuori dei percorsi di sanità pubblica. I medici potranno eseguire i test rapidi in centri e ambulatori privati, oppure nelle farmacie dei servizi purché venga garantita la segnalazione degli esiti all’ATS e fornite le opportune informazioni sulla quarantena o sull’isolamento in caso di positività, oltre alla prenotazione del tampone molecolare di conferma senza costi o procedure aggiuntive per il cittadino. Analoghe prescrizioni valgono in caso di effettuazione dei test da parte del medico in ambito aziendale”. “Le nostre ATS e ASST - conclude Gallera - in raccordo con i Comuni e avvalendosi in alcuni casi della collaborazione con la sanità militare, hanno predisposto progetti specifici che prevedono l’allestimento di punti tamponi sul territorio”. (LNews)

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