Bollettino coronavirus: in Lombardia quasi 5mila persone contagiate, boom di ricoveri

Il fatto è stato reso noto dal governatore della Lombardia: "Situazione sempre più complicata"

Più persone contagiate. Più ricoveri. È boom di casi di coronavirus in Lombardia. Nella giornata di venerdì 23 ottobre sono stati accertati altri 4.916 casi in tutta la Regione (a fronte di 36.963 tamponi). Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 2.399 persone positive al virus arrivato dalla Cina. Dei quali 1.126 a Milano città. I dati sono stati resi noti dalla Protezione Civile attraverso il consueto bollettino.

Sono sempre più sotto stress i reparti di terapia intensiva dedicati ai pazienti covid. Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 28 ricoveri; in totale i reparti di rianimazione stanno curando 184 pazienti. Costantemente continua ad aumentare la pressione nei reparti covid delle strutture sanitarie: in una sola giornata i posti letto occupati dai pazienti sono aumentati di 328 unità per un totale di 2013 pazienti. Nelle strutture sanitarie della Regione ci sono in tutto 2.197 persone affette da covid-19.

Il virus continua a mietere vittime: in una sola giornata ha ucciso altre 7 persone; il totale (ufficiale) è arrivato a quota 17.159.

Fontana: "Curva epidemiologica è preoccupante"

"Una situazione che, con il passare delle ore, si fa sempre più complicata e che ci porta a elevare ulteriormente il nostro livello di guardia. I dati odierni dicono che la linea epidemiologica sta salendo: oggi sono quasi 5.000 i nuovi positivi e circa 350 i nuovi ricoveri tra terapia intensiva e non. Numeri che dimostrano che il virus ha ripreso a circolare in maniera molto violenta". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, incontrando la stampa a margine della call con tutti i sindaci dei capoluogo di provincia ai quali ha esposto in maniera dettagliata i dati per spiegare il motivo per cui è stata disposta "per un breve periodo" la didattica a distanza nelle scuole superiori.

"Ho spiegato loro – ha aggiunto – di averne parlato anche con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Augusta Celada, che mi ha dato la disponibilità ad accettare questa richiesta e fare in modo che le scuole possano concretamente svolgere la didattica a distanza"."Una situazione che, con il passare delle ore, si fa sempre più complicata e che ci porta a elevare ulteriormente il nostro livello di guardia", ha detto Fontana incontrando la stampa a margine della call con tutti i sindaci dei capoluogo di provincia ai quali ha esposto in maniera dettagliata i dati per spiegare il motivo per cui è stata disposta "per un breve periodo" la didattica a distanza nelle scuole superiori.

"Alcuni di loro – ha continuato – non accettano l'ordinanza limitatamente alla didattica a distanza e ho ribadito in maniera chiara ed esplicita che mi assumo personalmente la responsabilità della decisione. L’ho fatto perché il nostro compito principale è tutelare la salute dei ragazzi, dei genitori e dei loro nonni.

Io sono assolutamente convinto che la scuola si debba fare in presenza, ma in situazioni come quella che stiamo vivendo oggi abbiamo il dovere di prendere qualsiasi provvedimento che possa interrompere la circolazione del virus, come la didattica a distanza per le scuole superiori".

"Abbiamo il dovere di assumere ogni provvedimento che possa interrompere la circolazione del virus. Confidiamo che questi provvedimenti – ha concluso il governatore - possano rallentare il contagio e in questo periodo lavoreremo con il Governo per riuscire a porre in essere tutte le altre iniziative che abbiamo proposto per superare la didattica a distanza".

Milano rischia il lockdown

"Se con i provvedimenti che stiamo assumendo e che abbiamo assunto in questi giorni il contagio dovesse rallentare, non necessariamente fermarsi, ma rallentare, si potrebbe probabilmente evitare. Se l'impennata dovesse continuare può darsi che si preda un provvedimento diverso". Così il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha risposto a Sky Tg24 che, nella mattinata di venerdì 23 ottobre, gli ha chiesto se un lockdown sia evitabile. 

"Sono preoccupato con attenzione, è un film che abbiamo già visto e dobbiamo controllare che la situazione non diventi troppo grave — ha proseguito Fontana —. Bisogna avere la collaborazione da parte di tutti i nostri cittadini. Io credo si debba chiedere ai nostri cittadini ancora un grande sforzo". Il governatore chiede "ancora la disponibilità a rispettare certe regole, a rispettare certe limitazioni della propria libertà e della propria vita e che non fanno piacere a nessuno e che non è giusto che vengono applicate. Ma in una situazione drammatica dobbiamo purtroppo accettare anche delle regole che non sono giuste. Lo chiedo con il cuore in mano e la coscienza che i nostri cittadini hanno dato una risposta eccellente nella prima ondata. Chiedo loro questo sacrificio". In particolare un appello il governatore lo rivolge "alle persone più fragili, più anziane a chi ha patologie, in questi giorni queste persone devono fare qualche sacrificio e devono cercare di uscire il meno possibile. Devono rimanere in casa il più possibile, isolate il più possibile. Questo è un passaggio fondamentale".

Galli: "A Marzo la battaglia di Milano fu evitata col lockdown"

"A marzo temevo la battaglia di Milano, ma fu evitata grazie alla relativa tempestività del lockdown — ha detto Massimo Galli, direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale Sacco alla trasmissione Agorà di RaiTre nella giornata di giovedì —. Adesso stiamo per averla, perché l’infezione dilaga. Ora a Milano la gente è suscettibile ad infettarsi, il timore che l’infezione dilaghi è reale ed è testimoniato da quello che vediamo negli ospedali".

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