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I primi vaccini anti Covid (Foto Fb Niguarda)

I primi vaccini anti Covid (Foto Fb Niguarda)

Coronavirus, i dati di domenica 3 gennaio in Lombardia: ancora meno ricoverati in ospedale

I dati del giorno e le principali notizie

La lotta al Coronavirus non si ferma. Come di consueto, la Protezione Civile ha diffuso nel tardo pomeriggio i dati di domenica 3 gennaio. Sono stati accertati 1.709 nuovi casi di positività al virus in tutta la Regione, circa 250 in più rispetto ai nuovi positivi del 2 gennaio, a fronte di 13.209 tamponi, portando l'indice di positività al 12,9%. Tra Milano e hinterland sono 361 le persone positive al virus nell'arco delle ultime ventiquattr'ore, un dato inferiore al giorno precedente.

Le persone ricoverate con sintomi non gravi in Lombardia sono ora 3.267, cioè 26 in meno in ventiquattr'ore. Due in meno quelle ricoverate in terapia intensiva (489). Il totale delle persone in ospedale scende quindi a 3.756. Sono 728 le persone dimesse dagli ospedali o comunque guarite dal Covid in ventiquattr'ore, portando il totale dei lombardi a 402.798. Infine, purtroppo, sono 36 le persone che hanno perso la vita per il Covid. Il numero totale diventa, in Lombardia, 25.317.

Lombardia, vaccinazioni anti Covid in ritardo?

Le vaccinazioni anticovid in Lombardia procedono a ritmi lumaca. E la Regione — fino alla mattinata di domenica 3 gennaio — è tra le peggiori d'Italia nella classifica vaccini consegnati/somministrati. Nel territorio in cui la pandemia ha fatto più male, infatti, sono arrivati 80.595 dosi del farmaco prodotto da Pfizer ma ne sono state inoculate solo 2.416. Praticamente solo il 3% di quelle consegnate. Peggio di noi (in termini percentuali) solo Sardegna (2,3%) e Molise (1,3%).

Ma Giulio Gallera, assessore al welfare, prova a stemperare le polemiche: «La vaccinazione del personale delle Asst, Irccs, Spedalità privata e Rsa partirà da lunedì 4 gennaio, secondo la programmazione originaria della Direzione Generale Welfare. Si prevede una capacità di somministrazione iniziale fino ad un massimo di 10 mila dosi al giorno, che potrà essere successivamente incrementata fino a 15 mila».

Lunedì 4 gennaio, giornata arancione

Intanto lunedì 4 gennaio scatta, per un giorno, la zona arancione in tutta Italia. Poi sarà di nuovo zona rossa il 5 e il 6, Epifania. Ma che cosa cambia da zona rossa ad arancione? La differenza principale risiede nella possibilità, in giornata arancione, di spostarsi liberamente dentro il proprio comune di residenza o domicilio, senza autocertificazione, dalle 5 alle 22, cioè quando non è in vigore il coprifuoco. In ogni caso, anche nelle giornate rosse (3, 5 e 6 gennaio) sono in vigore anche le deroghe per massimo due persone che consentono gli spostamenti per andare a casa di amici o parenti.

Nella giornata arancione, quindi lunedì 4 gennaio, sono aperti tutti i negozi tranne bar e ristoranti che possono comunque fare consegna a domicilio e asporto, come sempre: la prima fino alle 22, la seconda senza limiti di orario.

Regolare il gazebo del sindaco per distribuire mascherine

Dall'hinterland di Milano arriva una storia surreale: un sindaco (Rino Pruiti, di Buccinasco) si è visto protagonista involontario di un esposto da parte di un suo oppositore al prefetto. Motivo? In occasione di un mercato all'aperto aveva installato un gazebo per distribuire mascherine alla popolazione e, in un'altra giornata di mercato, per fornire informazioni utili a prevenire il contagio soprattutto a chi, molto anziano, non usa internet.

Un consigliere di opposizione aveva presentato un esposto al prefetto lamentando che le regole devono valere per tutti, in questo caso quelle che limitano i mercati ai soli generi alimentari. Ma il prefetto Renato Saccone ha replicato che era tutto regolare: l'amministrazione comunale aveva installato i gazebo a fini istituzionali.

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