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Ecco come le Regioni vogliono riaprire teatri, cinema, bar, ristoranti, piscine e palestre

La bozza di proposte che le Regioni intendono sottoporre al Governo

In vista della riapertura di diverse attività, contando su un positivo andamento dell'epidemia covid, le Regioni hanno preparato una bozza di proposte per il riavvio dei cinema, teatri, spettacoli, palestre, piscine, ristoranti e bar, che giovedì 11 aprile hanno sottoposto al Governo. Si tratta dunque, in pratica, delle proposte dei governatori regionali per fare ripartire alcuni settori particolarmente gravati dalle prescrizioni anti covid e sostanzialmente fermi.

I punti cardine della bozza sono le distanze, le mascherine, l'igienizzazione (di mani e oggetti), lo screening. Sparisce l'obbligo del tampone negativo che, per cinema e spettacolo ma non per bar e ristoranti, era stato previsto in un primo tempo. L'avvertenza (per tutti i settori) è che le regole prefissate in bozza, se accompagnate anche da uno «screening periodico del personale non vaccinato», potrebbero consentire l'apertura delle attività anche in zona rossa o arancione.

Bar e ristoranti

Per bar e ristoranti, le prescrizioni prevedono il distanziamento dei tavoli l'uno dall'altro per almeno due metri al chiuso e un metro all'aperto, la preferenza per le prenotazioni (per evitare assembramenti all'ingresso) con obbligo di mantenere un registro dei clienti per quattordici giorni, il divieto di consumazione non al tavolo dopo le 14, le mascherine, la preferenza per la consultazione in digitale dei menu (sito web, qr code e così via), mascherine obbligatorie tranne quando si è seduti al tavolo, disponibilità di prodotti per igienizzare le mani in più punti del locale, pulizia e disinfezione delle superfici al termine di ogni servizio al tavolo. E ancora, servizio al banco con distanza di almeno due metri, servizio self-service solo con porzioni monodose, sì alle carte da gioco ma sostituendo frequentemente i mazzi e con obbligo di mascherina per i giocatori, esclusione della funzione di ricircolo dell'aria per i condizionatori.

Palestre e piscine

Per palestre e piscine, le prescrizioni in bozza prevedono la distanza di almeno due metri nei locali doccia e spogliatoio, nonché durante l'attività fisica, i dispenser per l'gienizzazione in più punti, la continua disinfezione degli ambienti e delle macchine, il divieto di condividere cibi e bevande, nonché asciugamani e accappatoi, bottiglie e borracce, l'esclusione del ricircolo dell'aria per i condizionatori, il divieto di accesso del pubblico alle tribune, il divieto di manifestazioni sportive e feste. In acqua, occorrerebbe garantire almeno sette metri quadrati per ogni nuotatore, nonché dieci metri quadrati per ogni ombrellone nelle aree verdi o solarium, nonché un metro e mezzo di distanza tra lettini e sedie a sdraio senza ombrellone. L'acqua dovrà essere costantemente monitorata in modo da assicurare cloro libero tra 1 e 1,50 mg/l, cloro combinato inferiore a 0,40 mg/l e pH tra 6,5 e 7,5. Le vasche a gioco acquatico vanno riconvertite in vasche da balneazione, ma sono consentite alcune eccezioni (vasche torrente, toboga, scivoli morbidi) se il gestore è in grado di garantire il distanziamento. Le piscine gonfiabili, che non consentono di monitorare lo stato dell'acqua e del cloro, devono essere interdette.

Cinema, teatro e spettacolo

Secondo la bozza delle Regioni, va garantita la distanza interpersonale di almeno un metro ad eccezione degli appartenenti allo stesso nucleo familiare o «per le persone che non siano soggette al distanziamento in base alle norme vigenti (detto aspetto afferisce alla responsabilità individuale)». Anche in questo caso si chiede di privilegiare la prenotazione, con il mantenimento del registro degli spettatori per quattordici giorni. I prodotti per l'igienizzazione devono essere posizionati in più punti del locale. Gli spettatori devono indossare sempre la mascherina e i posti a sedere dovranno prevedere la distanza di almeno un metro sia lateralmente sia davanti e dietro; se si consente di restare seduti al posto senza mascherina, la distanza sarà di due metri. Le distanze non vengono applicate a nuclei di familiari e conviventi. Tra artisti e pubblico la distanza sarà di almeno due metri. La disinfezione degli ambienti dovrà essere frequente e si dovrà escludere il ricircolo dell'aria dall'impianto di condizionamento. Nei guardaroba i vestiti dovranno essere riposti in appositi sacchetti.

Spettacolo: le produzioni

La bozza delle Regioni contiene anche prescrizioni dedicate agli operatori e artisti. In particolare, la mascherina può essere tolta solo sul palcoscenico, a patto di tenere la distanza interpersonale. I professori d'orchestra resteranno a distanza di almeno un metro. Per i fiati, la distanza è di un metro e mezzo. Tra direttore e prima fila, due metri. Solo con barriere mobili si potranno ridurre queste distanze. Ogni postazione di ottoni dovrà essere corredata da una vaschetta di raccolta della condensa, con liquido disinfettante. I membri del coro dovranno tenere una distanza di un metro laterale e di due metri tra una fila e l'altra. Gli orchestrali dovranno arrivare in teatro già con l'abito da esecuzione. Da evitare l'uso promiscuo dei camerini. Gli oggetti di scena devono essere manipolati con guanti. 

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