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Moratti, Bertolaso e Fontana in aula

Moratti, Bertolaso e Fontana in aula

"È iniziata la terza ondata: aumentati i ricoveri, terapie intensive sotto stress negli ospedali"

Bertolaso in aula: "A Brescia dobbiamo intervenire". La paura è che il 'focolaio' si estenda

Parola d'ordine: circoscrivere. E limitare i danni. La Lombardia torna a tremare davanti all'emergenza covid e cerca di arginare una potenziale nuova "mareggiata". L'allarme è partito da Bollate, che da una settimana è in zona rossa, e dal Bresciano, che da martedì pomeriggio è ufficialmente in "zona arancione rafforzata", con divieti e restrizioni più severi rispetto al resto della regione. 

La paura adesso è che i vari focolai - in gran parte causati dalle varianti del virus - possano estendersi a tutta la Lombardia, mettendo nuovamente in difficoltà la rete ospedaliera. Guido Bertolaso, coordinatore scelto dalla giunta Fontana per la campagna vaccinale, non ha fatto nulla per nasconderlo. 

"A Brescia esiste una terza ondata. Dobbiamo intervenire immediatamente", ha detto martedì al Pirellone durante la seduta in cui l'amministrazione ha annunciato i nuovi provvedimenti. "La provincia di Brescia – ha continuato l'ex numero uno della protezione civile – ha un'incidenza, ovvero un numero di nuovi casi, doppia rispetto al resto delle province lombarde. Allo stato attuale, la situazione è sotto controllo e gestibile, rispetto all'anno scorso, in tutto il territorio regionale, tranne in provincia di Brescia, dove siamo di fronte alla terza ondata della pandemia. Questo è il punto che va aggredito immediatamente." 

A Milano e negli altri capoluoghi - salvo qualche eccezione locale - la situazione sembra non essere ancora precipitata, quindi, e l'obiettivo del Pirellone è proprio fare in modo che non precipiti. 

"Il problema principale, soprattutto in questa provincia, è legato alla circolazione della variante inglese e che ha fatto aumentare di parecchio i ricoveri in ospedale e soprattutto nei reparti di rianimazione - ha ammesso Bertolaso parlando di Brescia -. È stato elevato il livello di attenzione da 3 a 4, perché le terapie intensive sono già sotto stress e per questo Areu sta già trasferendo pazienti nelle aree limitrofe”.

"Passeremo - ha proseguito il coordinatore - da una logica di 'riduzione del danno' a quella di 'sanità pubblica'. Non possono bastare soltanto i provvedimenti sulla circolazione, bisogna utilizzare tutte le armi a disposizione. E l'arma più efficace è il vaccino. Inizieremo dunque a vaccinare nei territori maggiormente colpiti con l'obiettivo di diminuire fortemente i casi e conseguentemente il livello di ospedalizzazione", ha sottolineato, annunciando cambiamenti nel piano per i vaccini.

"Partiremo giovedì - ha spiegato ancora - dalla provincia di Bergamo, dai territori di confine con la provincia di Brescia per poi spostarci nelle altre aree del bresciano. Ed allungheremo i tempi tra la prima e la seconda vaccinazione". Sulle vaccinazioni agli over 80, Bertolaso ha evidenziato in conclusione che "non si ridurrà nemmeno di una unità la somministrazione dei vaccini".

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