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Il post su Facebook di Maiolica (grab da Fb)

Il post su Facebook di Maiolica (grab da Fb)

"Grazie al coronavirus Milano ora è vivibile e libera dal terrone": la bufala di Ermes Maiolica

Il "Re dei bufalari" ha preso in giro il web pubblicando una foto di una classe colma di studenti dicendo di essere all'Università Bicocca. Ecco cos'è accaduto

Una stanza piena di ragazzi e poi una didascalia: "Oggi a lezione senza studenti del Sud! Una pace da non credere. Nessuno che urlava "iamme professó" "bella compá". Sono tornato a casa più fresco di quando sono partito. Grazie al coronavirus Milano ora è vivibile e libera dal terrone?".

Sotto alla foto? Una montagna di like. Uno sciame di condivisioni. Una marea di commenti, molti insulti. La verità? Si tratta di una bufala. Meglio: di una bufala (se di pessimo gusto lo lasciamo decidere ai nostri lettori) creata da Ermes Maiolica, un metalmeccanico che con le sue panzane è riuscito (e riesce!) a prendere in giro una buona parte del paese.

Capire che è una bufala è relativamente semplice. Primo dettaglio stonato che salta all'occhio: all'Università Bicocca non ci sono aule simili. Ma non solo, gli studenti sono vestiti con abiti troppo primaverili e a Milano lunedì 9 marzo (giorno in cui è stata caricata la foto) faceva freschino. Ultimo ma fondamentale dettaglio: tutti e tre i tag del post (Leonardo Piastrella, Vincenzo Ceramica e Ermes Maiolica) portano a profili social diversi ma gestiti dalla stessa persona. Un uomo che, come riportato da PerugiaToday, all'anagrafe è registrato con il nome di Vincenzo Cerami. Per il momento non siamo riusciti a ricostruire dove è stata scattata la foto; siamo quasi certi che non è Milano e non escludiamo che possa essere stata scattata alcune settimane o mesi fa. Inoltre Ia Bicocca è stata chiusa agli studenti e le lezioni si svolgono online (nella giornata di mercoledì 4 marzo erano stati registrati 24mila collegamenti).

Accertato che non si tratta di Milano sorge una legittima domanda: "chi è Vincenzo Cerami e perché fa questo?". Procediamo con ordine.

Secondo quanto riportato in rete da diverse altre testate che lo hanno intervistato (una tra tutte Vice), Ermes Maiolica non è una persona che lucra sulle bufale: non è un pubblicitario né un comunicatore ma un metalmeccanico di Terni. È un bufalaro del tempo libero. Una persona che più volte ha ribadito di volersi divertire creando scompiglio e agitando le acque. Un uomo che si definisce un "vecchio cane sciolto, punk e antisociale".

Negli ultimi anni le sue bufale, volenti o nolenti, sono arrivate un po' nel newsfeed di tutti. La più celebre? Difficile dirlo ma nell'ottobre del 2016 fece credere a una bella fetta di italiani che Umberto Eco — morto sette mesi prima — avrebbe votato "Sì" al referendum costituzionale del 4 dicembre (consultazione che scrisse la parola fine al governo Renzi). Sua anche la bufala su Mussolini Gay e le Volkswagen in regalo.

Le sue bufale gli hanno portato qualche magagna. Durante un'intervista a Wired del novembre 2015 aveva dichiarato:

"Ho una marea di diffide e presunte querele, sono andato un paio di volte in questore, ma per ora non ho affrontato alcun processo".

Qualche magagna ma non solo. Sempre grazie alle sue bufale, per un giorno, è salito in cattedra all'Università Sapienza di Roma dove il dipartimento di comunicazione e ricerca sociale (nel 2018) lo aveva invitato a tenere una lezione sulle fake news.

Negli ultimi mesi le sue bufale erano un po' scomparse dai radar della rete e ciò è dimostrato anche dai post pubblicati sul suo profilo: non sono molti quelli che superano abbondantemente un migliaio di like. Maiolica, comunque, ha una sorta di "deontologia": tutte le bufale di Maiolica sono comunque firmate.E quindi quando si legge il suo nome bisogna solo fare un solo collegamento mentale: "Quello che sto leggendo è tutto completamente falso".

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