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Flash mob a Palazzo Marino: «Covid, buoni spesa anche a chi non è residente»

Luce sul problema dei non residenti, che "non risultano" ma hanno bisogno quanto gli altri. Il flash mob

Buoni spesa anche a chi non ha la residenza nel Comune di Milano. Lo hanno chiesto i militanti del centro sociale Cantiere e delle Staffette di mutuo soccorso con un flash mob davanti a Palazzo Marino, presentandosi con un piatto vuoto, giovedì pomeriggio, riferendosi alla misura emergenziale del Governo che ha distribuito a tutti i Comuni italiani un totale di 400 milioni di euro da convertire in buoni spesa per i residenti più bisognosi durante la crisi dovuta al Covid-19.

«Siamo venuti qui per raccontare storie di ordinaria precarietà, non accendono i riflettori ma sono terribilmente reali nelle loro conseguenze individuali e collettive - hanno dichiarato in una nota i manifestanti - siamo in Comune con un piatto vuoto, oggi siamo esclusi dai buonispesa, ieri da un contratto e domani da altre forme di welfare, tra l'altro minimo, un modello insostenibile e poco solidale. Un piatto vuoto per chi è senza residenza, per chi non ha un contratto di affitto, per chi produce e viene sottopagato, per tutti quelli che esistono e non "risultano"».

Il Tribunale di Roma ha già dichiarato illegittimo il diniego dell'amministrazione capitolina alla consegna del buono spesa a una famiglia sprovvista di permesso di soggiorno e residenza. Il Comune di Milano, secondo i manifestanti, ha previsto un criterio ancora più restrittivo. «Palazzo Marino deve immediatamente prendere atto della sentenza ed accogliere tutte le famiglie e le persone che sono in possesso dei requisiti reddituali per chiedere il buono spesa e sono domiciliate a Milano», affermano i manifestanti spiegando che «mai come ora appare chiaro perché il diritto alla residenza deve essere universale: niente residenza significa niente medico base: se le migliaia di persone che sono senza residenza si ammalano, sono affari loro e dei loro figli e di ospedali sull'orlo del collasso».

Cantiere e Staffette ricordano che i sindaci possono derogare per ragioni sanitarie all'articolo 5 della Legge Renzi-Lupi, secondo il quale chi occupa un immobile abusivamente non può chiedere né la residenza né l'allaccio a pubblici servizi. «Il momento di derogare a questa norma è adesso», concludono.

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