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Trasporti e covid, la "giungla" dei mezzi: Trenord riempie i treni, Atm no (per ora)

Trenord si adegua all'ordinanza regionale, "smentita" da quella ministeriale. Atm attende

Trenord sì. Atm no, o almeno "ni". A Milano e in Lombardia è caos totale sulla questione "distanziamento" e capienza sui mezzi pubblici come norma anti coronavirus. I problemi sono iniziati nel weekend, con un rimpallo di ordinanze tra regione Lombardia e ministero della Salute. 

Il primo "attacco" è arrivato dal Pirellone, che venerdì sera ha firmato l'ordinanza che dava il via libera alle aziende di Tpl per occupare il 100% dei posti a sedere sui propri mezzi. Poche ore ed è arrivata la risposta da Roma, con il ministero che ha rimarcato che il distanziamento va rispettato ancora, con conseguente riduzione della capienza. Dalla giunta lombarda, però, è poi arrivata la contro risposta, che ha di fatto confermato il provvedimento. 

Su Trenord capienza 100%, Atm no

La palla è così passata a Trenord e Atm, che gestiscono il servizio ferroviario e il trasporto pubblico locale. Trenord, ha informato la società sul proprio sito, ha subito deciso di recepire l'ordinanza. E quindi "si informano i viaggiatori che dal 1 agosto 2020 e fino al 10 settembre, in seguito alle nuove disposizioni emanate dalle autorità (Ordinanza del Presidente della Regione Lombardia n°590 del 31/07/2020), su tutti i nostri treni del servizio regionale Trenord, viene ripristinata la possibilità di occupare il 100% dei posti a sedere. Sarà inoltre possibile occupare il 25% dei posti in piedi (in base alla tipologia di convoglio circa 10-12 viaggiatori per vettura) mantenendo almeno 1 metro di distanza interpersonale e disponendosi in maniera da evitare assembramenti. Pertanto - ha fatto sapere Trenord - la segnaletica relativa alla disponibilità dei posti alternati verrà gradualmente rimossa dai nostri treni. Permane l'obbligo per tutti di indossare la mascherina correttamente, coprendo bocca e naso".

Più cauta, molto più cauta Atm. "In relazione alle diverse ordinanze di questi giorni sul distanziamento - ha spiegato l'azienda di Foro Bonaparte - siamo in attesa di ricevere le disposizioni definitive per il trasporto pubblico locale. Nel frattempo - l'invito ai passeggeri - seguite le indicazioni della segnaletica sui sedili, che per ora abbiamo mantenuto".

Su metro, bus e tram resteranno quindi i segnali per indicare ai viaggiatori quali sedili lasciare liberi e per i mezzi di superficie resteranno le precauzioni prese per gli autisti, come la chiusura della porte anteriore e le "catene" per distanziare i passeggeri. 

"L'urlo" dei sindacati

Nella "lotta" tra Lombardia e Roma si sono infilati i sindacati di categoria, che chiedono maggiore tutela per tutti, per chi lavora e per chi usa autobus, tram, metro e convogli ferroviari. "Liberi tutti non è certo la soluzione al problema, Regione Lombardia ci ripensi", l'appello di Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil 

"Con le attuali norme i numeri dei passeggeri sono in graduale crescita, il rischio di una decisione del genere - hanno sottolineato i sindacati - è che si faccia un passo indietro sulla fiducia nell'utilizzare il mezzo pubblico". L'ordinanza, hanno evidenziato le sigle senza troppi giri di parole, "mette a rischio la salute di chi lavora e di chi utilizza il trasporto pubblico locale" ed è una "decisione per la quale non è chiaro quali siano le novità scientifiche o sanitarie che inducono la regione più colpita a ripristinare la capienza massima dei mezzi" e che "non incentiverà le persone a tornare ad utilizzare i mezzi pubblici che oggi ancora vengono utilizzati al di sotto del 30%".

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