Coronavirus, Gallera: "Non abbiamo imposto alle Rsa di accogliere pazienti Covid"

La risposta arriva dopo che il presidente dell'Uneba aveva detto che ospitare i pazienti Covid a bassa intensità assistenziale in nuclei di Rsa è stato come "mettere un cerino in un pagliaio"

"Non abbiamo mai imposto, né chiesto alle Rsa di mettere i pazienti Covid insieme agli altri anziani e chi oggi dice questo fa un atto ignobile". Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, nel pomeriggio di lunedì 6 aprile durante la diretta Facebook per fare il punto sull'emergenza sanitaria in Lombardia. La risposta arriva dopo che il presidente dell'Uneba (associazione di categoria, che riunisce qualcosa come 400 Rsa lombarde) aveva detto che ospitare i pazienti Covid a bassa intensità assistenziale in nuclei di Rsa è stato come "mettere un cerino in un pagliaio".

Gallera ha precisato che nel testo della delibera di giunta regionale — presentata su proposta dello stesso assessore al Welfare — era scritto nero su bianco che la richiesta era stata fatta alle Rsa "che avevano delle strutture autonome, cioè padiglioni o strutture indipendenti, che non entravano in alcun modo in contatto con gli altri pazienti ricoverati e anche con personale dedicato esclusivamente a questi pazienti. Qualcuno l'ha fatto, un numero ristretto, e questo ci ha consentito di salvare delle vite".

"Essere accusati da qualcuno di cose che non abbiamo fato, che ci imputa azioni che sono il contrario di quello che abbiamo scritto nero su bianco in provvedimenti approvati e che sono inconfutabili questo noi lo riteniamo grave per come è avvenuto, triste perché si sta speculando su persone che soffrono e inaccettabile per chi come noi di fronte alla più grande emergenza dell'epoca moderna ha messo in campo tutte le misure che poteva mettere in campo per offrire vita e speranza", ha proseguito Gallera. 

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La strage silenziosa degli anziani nelle case di riposo

Le cronache hanno portato alla luce situazioni davvero eclatanti di case di riposo "decimate" a causa del Coronavirus. Il caso forse più noto è quello di Mediglia, nella Città metropolitana di Milano, dove alla Rsa Borromea i morti sono ormai più di sessanta: quasi la metà degli ospiti. Fa impressione anche ciò che avviene in due Rsa del quartiere milanese del Corvetto, la Casa Ferrari e la Casa per Coniugi: settantanove morti, di cui dieci certamente attribuibili al Covid-19, nel mese di marzo, contro i diciassette di marzo 2019.

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