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Cassa integrazione per Covid-19, 50 mila lavoratori ancora senza assegno a Milano

La stima della Cgil. In generale, sestuplicati in Città metropolitana i lavoratori in cassa: sono 600 mila

Dopo il lockdown inizia a preoccupare seriamente la situazione economica (e sociale) del Paese e anche dei territori maggiormente colpiti dall'epidemia da Coronavirus: Milano e la Lombardia. La Cgil ha puntato il faro sulle persone che, in cassa integrazione, non hanno ancora visto arrivare i soldi. Sarebbero circa 50 mila persone in tutta la Città metropolitana di Milano, su qualcosa come 600 mila. 

L'attesa così prolungata non è imputabile soltanto a "mala gestione", ma anche a ragioni oggettive. Prima di tutto, il fatto che i lavoratori in cassa integrazione sono sestuplicati rispetto al periodo pre-emergenziale. Secondariamente, il fatto che i consulenti del lavoro, operando quasi tutti in smart working (gli studi professionali sono rimasti chiusi a lungo per decreto), potrebbero avere avuto oggettive difficoltà.

Poi c'è la questione del ritardo con cui la Regione Lombardia ha inviato a Roma le richieste: una questione che è stata oggetto di "rimpallo istituzionale" tra il Pirellone e Palazzo Chigi, con polemiche fortissime, nelle scorse settimane. Infine, secondo la Cgil, ad attendere ancora gli assegni sono soprattutto i lavoratori di piccole imprese, come i ristoranti e i negozi, mentre chi lavora in aziende più grandi spesso si è visto anticipare il denaro dal proprio datore.

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