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Scuole chiuse fino a settembre ma uffici ripartono: il progetto delle summer school

"Stiamo pensando a strutture agili, simili a dei gazebo ma più strutturati, che potrebbero essere messi nei cortili e nei giardini delle scuole, ma anche negli spazi verdi", ha detto l'assessore all'Edilizia scolastica Paolo Limonta

"Stiamo pensando a strutture agili, simili a dei gazebo ma più strutturati, che potrebbero essere messi nei cortili e nei giardini delle scuole, ma anche negli spazi verdi che non sono di pertinenza della scuola ma si trovano attorno all'edificio scolastico. Spazi che devono essere usati per le summer school previste per quest'estate, ma anche per le attività didattiche al rientro a scuola". Così l'assessore comunale all'Edilizia scolastica Paolo Limonta nel corso della commissione consiliare (online) di mercoledì ha annunciato il progetto destinato ai bambini milanesi.

Summer school all'aperto

Con le scuole chiuse fino a settembre per evitare altri contagi durante la Fase 2 e molti genitori di ritorno al lavoro, gestire i bambini per diverse famiglie diventa un problema molto serio. L'idea di Limonta è quella di proporre ai più piccoli attività all'aperto, l'esempio è quello dei giardini delle scuole di via Martinego, che comprende elementari, materne e medie - ha detto l'assessore -, del Trotter. Scuole insomma che sorgono all'interno di spazi verdi".

Circa l'eventuale creazione di una summer school, Limonta ha affermato che "è in corso un lavoro di mappatura dei luoghi che potrebbero essere utilizzati per ospitare le scuole estive. Stiamo tenendo in considerazione tutti gli spazi culturali e teatrali che hanno un giardino vicino o uno spazio verde accessibile. Lo scopo è realizzare una mappatura quartiere per quartiere, addirittura al mille per mille, con la filosofia di individuare luoghi che dovranno essere a quindici minuti a piedi dalle abitazioni dei bambini, per evitare che debbano prendere i mezzi per andare nella scuola che li ospiterà. Anche gli oratori milanesi, con cui siamo in contatto, saranno presi in considerazione".

Alla possibilità di coinvolgere gli oratori per trovare una soluzione al problema delle famiglie aveva fatto riferimento anche il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che aveva riferito della disponibilità espressa alla Regione da don Stefano Guidi, coordinatore delle diocesi lombarde, a lavorare per trovare modalità organizzative.

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