Al Pirellone le maschere di ceramica per ricordare le vittime del covid

L'opera di artisti della ceramica di Deruta e Gzhel resterà esposta per un mese

Una storia di grande dolore ma anche di speranza e ripartenza. Questo, come hanno spiegato i curatori, racconta l’esposizione "La voce degli occhi" inaugurata martedì 8 settembre a Palazzo Pirelli di via Fabio Filzi 22 a Milano, nello Spazio Book Crossing (piano terra), realizzata dai ceramisti di Deruta (Perugia) e di Gzhel (Russia) per conto dell'Associazione Deruta Città del Mondo.

Le ceramiche ritraggono volti con mascherina per ricordare quanti hanno perso la vita a causa del covid 19 e quanti l’hanno invece spesa per salvarla agli altri. In ogni volto, realizzato da un artista diverso, viene valorizzato lo sguardo, che proprio durante l’emergenza ha sostituito la parola e i sorrisi.

L’opera, che si presenta con una struttura a forma circolare, è stata realizzata da artigiani di due città famose in tutto il mondo per la produzione di ceramiche artistiche e resterà esposta a Palazzo Pirelli e aperta alle visite per un mese. Successivamente verrà donata all'ospedale Papa Giovanni di Bergamo, simbolo della lotta alla pandemia, e due ceramiche saranno destinate agli ospedali più rappresentativi di Mosca e New York.

Pandemia «ricordata anche con i monumenti»

Nei diversi interventi durante la presentazione dell'allestimento è stato evidenziato come l’opera «sia ispirata da questo tempo strano che stiamo vivendo a causa del covid 19. Nella difficoltà di stare insieme normalmente - è stato detto - senza mascherine e a distanza ravvicinata, sono effettivamente gli occhi che comunicano emozioni e sentimenti. La pandemia, con il grande dolore che ha provocato e le enormi conseguenze che sta avendo sulla vita di tutti noi, andrà ricordata anche attraverso monumenti come questo».

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All’inaugurazione erano presenti il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi, la curatrice della mostra, la direttrice dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, la direttrice del Centro Scienza e Cultura Russa a Roma e Marco Carrara, di Albino, uscito dalla quarantena dopo cinque mesi, che ha voluto essere presente in rappresentanza di tutti i bergamaschi che hanno lottato contro il covid.

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