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La Galleria vuota (Ansa/Marco Ottico)

La Galleria vuota (Ansa/Marco Ottico)

Coronavirus, le proposte della Lombardia per "chiudere tutto". Conte apre: "Siamo disponibili"

La Regione ha inviato le proposte al governo ma per il momento non è stata presa alcuna decisione

Per il momento non c'è nessun inasprimento delle restrizioni per il Coronavirus in Lombardia: negozi e ristoranti restano aperti mentre i mezzi di trasporto continuano a circolare. Ma la situazione potrebbe cambiare. Durante una conferenza stampa nella tarda mattinata di mercoledì 11 marzo il primo ministro Giuseppe Conte ha precisato che "per quanto riguarda il governo non c'è alcuna chiusura per misure più restrittive - ha spiegato il premier -. Siamo disponibili a seguire le richieste che ci dovessero pervenire dalla Lombardia e dalle Regioni".

Inoltre il primo ministro ha spiegato di aver dato "mandato al ministro Speranza che ha sentito Fontana di sollecitarlo a formalizzare le richieste, le indicazioni, motivandole".

Fontana: "Abbiamo inviato al governo le nostre proposte"

A stretto giro è arrivata la replica del governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana che ha spiegato "Abbiamo inviato al Governo le proposte concordate con i sindaci relative a ulteriori misure di contenimento della diffusione del Coronavirus".

"Il documento - ha proseguito - contiene il dettaglio di quelle che sono le iniziative che consideriamo indifferibili sulla base dei dati scientifici in nostro possesso e già comunicati ieri pomeriggio al Governo, nel corso della riunione con i ministri Boccia e Speranza e con i presidenti delle Regioni, oltre che all'Istituto Superiore di Sanità".

Coronavirus, ecco quali sono le proposte della Regione al governo

  • Chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali, alla vendita di beni di prima necessità.
  • Chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno e dei reparti di vendita di beni non di prima necessità. Restano aperte le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari e di prima necessità.
  • Chiusura di bar, pub, ristoranti di ogni genere, delle attività artigianali di servizio (es. parrucchieri, estetisti, ecc..) ad eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza, di tutti gli alberghi e di ogni altra attività destinata alla ricezione (es. ostelli, agriturismi, ecc..) ad eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell'espletamento delle attività di servizio pubblico, di tutti i servizi terziari e professionali, ad eccezione di quelli legati alla pubblica utilità e al corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti.

La Regione, inoltre, ha fatto sapere che "per quanto riguarda le restanti attività produttive è già stato raggiunto un accordo con Confindustria Lombardia che provvederà a regolamentare l'eventuale sospensione o riduzione delle attività lavorative per le imprese". Non solo, da Palazzo Lombardia fanno sapere he "sono in via di definizione ulteriori accordi con le associazioni di categoria per definire misure contenitive specifiche aggiuntive".

Tutte le proposte sono state presentate in "in accordo con i sindaci della Lombardia", precisano dalla Regione.

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