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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Coronavirus

Risarcimento di 20 miliardi dalla Cina, la Lega non presenta mozione ma insiste: "Andremo avanti"

L'ipotesi: la Lombardia come il Missouri per chiedere danni alla Cina per la pandemia da Covid-19

Ancora nessuna richiesta ufficiale di risarcimento danni per venti miliardi di euro dalla Cina, ma la Lega promette che andrà avanti per questa strada. Il partito del Carroccio non ha presentato alcuna mozione in tal senso, in occasione della seduta del consiglio regionale di lunedì 4 maggio che ha approvato il piano finanziario da tre miliardi per fronteggiare l'emergenza Covid-19 e che discuterà anche la mozione di sfiducia verso l'assessore al Welfare Giulio Gallera.

Ma il segretario lombardo della Lega, il deputato Paolo Grimoldi, conferma l'intenzione della richiesta del risarcimento e "rilancia" accusando direttamente i vertici del Movimento 5 Stelle affermando che vi è il "timore concreto" che fossero a conoscenza del virus. "La Lombardia - scrive Grimoldi - andrà avanti nella sua richiesta di danni, partendo da una prima richiesta di venti miliardi, alla Cina per le devastanti conseguenze del Coronavirus, di cui le autorità cinesi erano al corrente almeno da dicembre".

"Il timore concreto - aggiunge il segretario lombardo della Lega - è che ne fossero a conoscenza anche i vertici del Movimento 5 stelle, partito di maggioranza del governo Conte, dato che il fondatore, Beppe Grillo, lo scorso 17 dicembre girava a Roma utilizzando una maschera e lui stesso affermava che gli serviva per proteggersi dai virus. Guarda caso pochi giorni prima il loro ministro Di Maio era stato in pellegrinaggio a Pechino e lo stesso Grillo si era recato più volte all'ambasciata cinese, per cui possiamo immaginare che i Cinque stelle, e quindi il loro governo, avessero notizie sul virus che agli italiani venivano taciute".

L'iniziativa: richiesta di danni. Come il Missouri

In precedenza Grimoldi aveva annunciato l'iniziativa, che si sarebbe concretizzata alla prima seduta utile del consiglio regionale. A livello internazionale, sono gli Stati Uniti del presidente Donald Trump i "capifila" della rabbia anticinese per l'esplosione dell'epidemia. il passo è stato effettuato dallo stato del Missouri ma lo stesso Trump ha minacciato l'intenzione di chiedere danni a livello federale, spiegando di avere "visto le prove" che il virus sia partito da un laboratorio di Wuhan, pur affermando nella stessa occasione che "esitono molte teorie" al riguardo. intanto l'Australia ha chiesto una indagine internazionale sull'argomento, mentre negli stessi Usa alcune aziende hanno avviato class-actions contro la Cina.

Dopo l'annuncio di Grimoldi, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana (anche lui della Lega) aveva provato a gettare acqua sul fuoco, senza tuttavia disconoscerla: "E' una cosa che si discuterà in consiglio regionale, poi valuteremo cosa fare", aveva affermato, aggiungendo che è giusto "portare avanti questa iniziativa, quantomeno per conoscere un po' meglio come sono andati i fatti e anche per cercare di far capire che d'ora in poi bisognerà essere molto più accorti: se si verificano situazioni di una gravità come questa, non si possono più tenere coperte dal segreto e nasconderle al resto del mondo".

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