rotate-mobile
Coronavirus

Cosa dice la direttiva del ministero sulle manifestazioni no green pass (e i cortei non sono vietati)

Dal ministero circolari alle Questure: ecco le linee guida. A Milano nessun preavviso

La libertà per i prefetti di "chiudere" pezzi di città. La possibilità per i questori di seguire "l'onda". Ma non un divieto netto, secco, di partire in corteo. È un pugno di ferro a metà quello del ministero dell'Interno verso i no green pass, i manifestanti contrari al certificato verde anti covid che ormai da 16 sabati a Milano si ritrovano in piazza per protestare con serpentoni improvvisati e blocchi in giro per il centro. 

Nelle scorse ore il ministro Luciana Lamorgese ha indirizzato alle Questure d'Italia le sue "direttive", che delineano paletti un po' più stringenti rispetto al passato senza però - come inizialmente sembrava - prevedere un obbligo di presidio statico per chi vorrà protestare. 

"I prefetti vorranno provvedere con apposite direttive a inviduare specifiche aree urbane sensibili, di particolare interesse per l'ordinato svolgimento della vita della comunità, che potranno essere oggetto di temporanea interdizione allo svolgimento di manifestazioni pubbliche per la durata dello stato di emergenza, in ragione dell'attuale situazione pandemica", si legge nel documento. Che in pratica dà al Prefetto di Milano la possibilità di "isolare" parti della città, tenendo a distanza gli attivisti no green pass, che sabato prossimo scenderanno in strada per la 17esima volta.  

"L'individuazione di tali aree dovrà avvenire nel rispetto del principio di proprozionalità, atteso che il diritto costituzionalmente garantito di riunirsi e manifestare liberamente in luogo pubblico costituisce espressione fondamentale della vita democratica e come tale va preservato e tutelato", sottolineano dal ministero. 

Il passo successivo spetta invece al questore: "Sulla base delle determinazioni adottate dai prefetti, i questori" possono "adottare, laddove necessario, i divieti e le prescrizioni riguardanti lo svolgimento delle manifestazioni preavvisate". E ancora: "Laddove gli stessi questori non ravvisino esigenze impeditive, potranno adeguatamente modulare, per le aree diverse individuate come sensibili, l'esercizio del loro potere prescrittivo e conformativo in ragione di considerazioni fattuali, di tempo e di luogo, o di altre rilevanti circostanze quali il coinvolgimento nella manifestazione di un numero elevato di partecipanti". In buona sostanza, il questore Giuseppe Petronzi potrà - come già fatto in passato - prescrivere un percorso ai manifestanti, col dubbio che loro poi lo rispettino effettivamente. 

Nelle "direttive" del ministero dell'Interno c'è comunque un'apertura alla possibilità di obbligare i no green pass a un presidio statico. "Ne discende che, per assicurare la più efficace tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, determinate manifestazioni potranno tenersi esclusivamente nel rispetto di specifiche modalità di carattere restrittivo, per le quali, ad esempio, potrà essere disposto lo svolgimento in forma statica in luogo di quella dinamica, ovvero prevista la regolamentazione di percorsi idonei a preservare aree urbane nevralgiche". A seconda del numero di persone presenti e dell'eventuale vicinanza a luoghi sensibili il questore potrebbe quindi decidere se "concedere" il corteo o meno.  

Il punto della situazione verrà fatto venerdì pomeriggio in Prefettura, con le forze dell'ordine sedute attorno al tavolo. L'unica cosa certa, stando a quanto appreso, è che ad oggi in Questura a Milano non è arrivato nessun preavviso per la manifestazione, come spesso, praticamente sempre, accaduto. Di sicuro lo scioglimento del comitato che qualche volta aveva provato a rappresentare i manifestanti non aiuterà. Ma appare altrettanto certo che sabato prossimo i manifestanti saranno di nuovo in piazza. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cosa dice la direttiva del ministero sulle manifestazioni no green pass (e i cortei non sono vietati)

MilanoToday è in caricamento