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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Coronavirus

Si scioglie il comitato no green pass di Milano (e piovono accuse alla Questura)

Il comitato all'attacco della Questura: "Autorità soltanto pronte a eliminare il corteo"

"Il comitato è morto, viva il comitato". Così, con una frase ad effetto, il comitato che rappresentava i no green pass di Milano - anche se la piazza meneghina è sempre stata abbastanza "ingestibile" e senza capi - ha annunciato il proprio scioglimento. 

"Ancora non era terminato il 16esimo corteo di sabato che è ripartita immediatamente la canea di media e istituzioni contro il corteo no green pass", hanno scritto in un comunicato pubblicato sul loro canale Telegram i manifestanti contro la carta vede anti covid, che da ormai quattro mesi si ritrovano ogni sabato in piazza. 

"In particolare, un importante quanto grigio quotidiano milanese, sotto dettatura di Fatebenefratelli, accusa il canale Telegram 'No Green Pass Milano' e il 'sedicente comitato' di far parte di una raffinata strategia per 'far saltare i piani della Questura'. Inutile precisare che, avendo revocato il preavviso, nessuno dei membri del comitato ha partecipato al corteo di sabato né può essere ritenuto responsabile della deviazione dal percorso prescritto", hanno proseguito i manifestanti in riferimento al corteo dello scorso sabato, quando il serpentone ha più volte deviato dal percorso imposto dal questore. 

"Quanto avvenuto è stato semplicemente una riedizione degli eventi di quel sabato 18/9, quando il signor questore diffidò alcuni manifestanti ritenuti erroneamente gli 'organizzatori' del corteo dal presentarsi in piazza Fontana e indicò loro di svolgere una manifestazione statica all'Arco della Pace. Migliaia di persone si trovarono comunque in piazza Fontana e attraversarono tutto il centro cittadino in corteo. Così, anche stavolta il Signor questore ha prescritto ai due preavvisanti un ridicolo percorso. Come prevedibile ma anche come anticipato dai rappresentanti del comitato alla questura stessa, i manifestanti hanno smesso di seguirlo non appena hanno capito che chi stava davanti, agenti della forza ondulatoria, li stava portando lontano da ogni obiettivo sensibile, su viali lunghi e desolati fuori dal centro", le parole del comitato. 

E ancora, con un attacco neanche troppo velato: "È la conferma di quanto abbiamo sempre cercato di far comprendere alle 'autorità'. Il corteo milanese non ha 'organizzatori', o meglio ne ha svariate migliaia, tutti i manifestanti sono organizzatori. Noi siamo uno, nessuno, centomila. Il corteo è andato, va e andrà avanti anche senza di noi. Quello che abbiamo provato a fare è stato semplicemente cercare un accordo che garantisse finalmente il diritto a manifestare il proprio dissenso rispetto al green pass senza rischiare altre denunce, Daspo, fermi, arresti e processi". 
 
"Abbiamo invece trovato autorità completamente sorde rispetto alla disperazione delle persone, determinate a espellere la protesta del popolo dalle vie del centro, quel centro, abitato dalla ricca borghesia che elegge il sindaco di Milano. Autorità - il j'accuse dell'ormai ex comitato - pronte a usare qualsiasi pretesto pur di eliminare quel corteo che da 16 settimane ormai ricorda loro l'importanza di difendere la Costituzione". 

"Dopo questo sabato, per noi è diventato impossibile sederci al tavolo delle trattative con chi ha rinchiuso centinaia di manifestanti pacifici in una via e li ha trattati peggio dei criminali, obbligandoli a mostrare i documenti per poter tornare a casa - hanno proseguito facendo riferimento alle identificazioni dell'ultimo sabato -. Soprattutto se fosse confermato che alcune manifestanti in stato di ingiustificato fermo sono state sottoposte a pratiche degradanti e lesive della dignità umana e della professionalità delle donne e degli uomini che dovrebbero rappresentare le istituzioni. In seguito a queste valutazioni abbiamo deciso di sciogliere questo comitato, che era nato proprio in previsione di un rapporto 'costruttivo' con le autorità. Con sabato scorso è naufragata definitivamente questa possibilità e gli uomini e le donne del comitato - hanno concluso - tornano ad essere semplicemente manifestanti". 

Corteo contro il green pass di sabato 6 novembre (foto Guarino/MilanoToday)

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