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Letizia Moratti e Fontana al Pirellone - Foto Giampaolo Mannu

Letizia Moratti e Fontana al Pirellone - Foto Giampaolo Mannu

Lombardia, ecco la nuova giunta. Vaccini, covid e ospedali: i primi passi della Moratti

La nuova giunta si presenta. Parla Letizia Moratti, che entra al posto di Giulio Gallera

Occhi tutti su di lei. È il giorno di Letizia Moratti, l'ex sindaco di Milano che da sabato 9 gennaio è ufficialmente il nuovo assessore al Welfare di regione Lombardia. L'ex presidentessa Rai ed ex ministro dell'istruzione, 71 anni, è il nome che il centrodestra unito ha scelto per prendere il posto di Giulio Gallera, scaricato da tutti dopo il ritardo della campagna vaccinale anti covid, condito dall'ormai famosa frase sui "medici in ferie", e dopo una serie di gaffe che ne hanno minato l'immagine pubblica. 

Ad annunciare le novità, in una mini conferenza stampa venerdì mattina, era stato il presidente del Pirellone, Attilio Fontana, che come vice in regione da oggi avrà proprio la Moratti. In giunta, in quello che è a tutti gli effetti un rimpasto - con cambi di deleghe e assessorato - entrano anche Alessandra Locatelli, che prende la famiglia e le deleghe alla disabilità e Guido Guidesi, ex parlamentare di Codogno a cui va lo sviluppo economico. Fuori, oltre a Gallera, Silvia Piani e Martina Cambiaghi. 

È innegabile, però, che il ruolo più pesante sia proprio quello che spetta alla Moratti, fortemente "consigliata" dal numero uno di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che si troverà a gestire un sistema sanitario in difficoltà e che dovrà perfezionare la macchina organizzativa per la campagna di vaccinazioni anti coronavirus.

Dalla Rai alle consulenze d'oro: il nuovo volto del Welfare

Le prime parole della Moratti

I tre nuovi assessori, Moratti e Guidesi in aula e Locatelli in collegamento video, sabato mattina sono stati accolti dagli applausi del resto della giunta, schierata in prima fila nella sala stampa del Pirellone per la conferenza stampa di presentazione.

"Grazie al presidente Fontana che mi ha proposto in maniera inaspettata questo compito - sono state le prime parole della Moratti -. È un compito difficile, complesso in un momento particolarmente difficile per tanti e drammatico per alcuni. La responsabilità che mi prendo è per mettermi al servizio dei lombardi, lo faccio mettendo tutto il mio impegno, lavorando con la giunta in squadra, confrontandomi e condividendo tutto con il consiglio, la maggioranza e l'opposizione". 

Video | "Usciremo dall'emergenza se saremo uniti"

"Dall'emergenza usciamo se siamo uniti con medici e infermieri. Dobbiamo vincere questa guerra per far ripartire la Lombardia come merita. Se vince la Lombardia vince il paese", ha proseguito la Moratti. 

Quindi, ecco i suoi primi passi: "Approfondirò l'organizzazione e aprirò un tavolo di confronto con i direttori generali delle Ats, Asst, con i sindacati, i presidi di facoltà e i sindaci del territorio. Tra le mie priorità ci sarà quella di rivedere l'organizzazione per far sì che ci sia una maggiore attenzione al territorio - ha annunciato il neo assessore al welfare -. È un impegno che intendo portare avanti con determinazione in un confronto costruttivo per il quale dò la mia assoluta disponibilità". 

Moratti su vaccini e legge sanità

"Lavorare per me è una costante da quando sono giovane e mi auguro di potervi rincontrare quando potrò presentare i risultati. Mi metto al lavoro per la mia regione cercando di capire anche chi è scontento, chi ha paura e vive momenti di povertà", ha sottolineato. 

Sui vaccini: "Il piano della regione sta andando avanti e prosegue nei tempi - ha garantito la Moratti -, faremo il possibile per migliorarlo ulteriormente. È una buona notizia già che Moderna sia stato autorizzato dall'Ema. Incrementeremo il piano vaccini nel momento in cui sapremo concretamente qual è il piano del governo".

"C'è la necessità di rivedere la legge 23", la "legge Maroni" che regola la sanità lombarda, ha poi sottolineato la Moratti. "È una priorità che intendo chiudere in tempi rapidi", ha evidenziato. "Ma cercherò di guardare anche le liste di attesa delle altre patologie perché la sanità non può esaurirsi solo in ambito covid. Ci sarà un impegno a migliorare la presenza territoriale ma la risposta più vera ed efficace non può che venire da una risposta più strutturata. Dobbiamo dare il miglior servizio ai cittadini. Questo è l'obiettivo e apporteremo tutte le modifiche necessarie per arrivare a questo obiettivo", ha concluso il nuovo vicepresidente del Pirellone. 

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"Nei nuovi assessori grande entusiasmo"

Prima di lei ha preso la parola Attilio Fontana, che ha fatto gli onori di casa e ha lanciato l'allarme - indirettamente - per una Lombardia di nuovo vicinissima alla zona rossa.

"La nuova giunta è a tutti gli effetti operativa, abbiamo firmato ieri sera. Ribadisco e rinnovo i ringraziamenti per i tre assessori che hanno operato in questi primi due anni e mezzo, li ringrazio per il lavoro svolto e il loro contributo che hanno saputo apportare al lavoro della nostra giunta", il primo pensiero del governatore.  

"Dò il benvenuto ai nuovi assessori con l'assoluta convinzione che è un momento importante per la nostra regione, il momento della ripartenza. Stiamo affrontando ancora l'epidemia con la grande convinzione che con la vaccinazione riusciremo a sconfiggere il virus. Dobbiamo impegnarci anche ad affrontare i problemi collegati all'epidemia, soprattutto le difficoltà che tante attività economiche hanno subito. Ce la faremo - ha detto Fontana -. Abbiamo entusiasmo, voglia, idee e proposte, che abbiamo realizzato e andremo a realizzare". 

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"Ho trovato nei nuovi assessori grande entusiasmo, determinazione e coscienza del fatto che attraverso il lavoro della nostra giiunta rilanceremo la Lombardia e rilanciare la Lombardia vuole dire rilanciare l'intero sistema Paese. Senza il rilancio della Lombardia - ha concluso - ci sarebbero difficoltà insuperabili".

"Non si lascia indietro nessuno"

Quindi è stata la volta di Alessandra Locatelli, nuovo assessore Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, che ha aperto ringraziando Fontana e Matteo Salvini. "Ma il mio grazie più grande lo voglio dare ai lombardi perché in questi mesi è stato un popolo tormentato e sacrificato e che ha bisogno di rinascere e rimettere al centro la persona, la famiglia", ha chiarito. 

"La Lombardia è una terra forte, coraggiosa, ci sono persone di valore e io intendo incontrare tutto quel mondo del volontariato, delle associazioni, che ha lavorato incessantemente in questi mesi per essere vicino a tutti coloro che hanno avuto e hanno ancora bisogno. Dobbiamo lavorare insieme su progetti concreti con strategie innovative. Costruiremo un futuro migliore per tutti noi e i nostri figli - la sua promessa -. Con la forza di tutti noi insieme si corre e non si lascia indietro nessuno".

Flash mob contro Letizia Moratti

"Così riparte l'economia lombarda"

Primo ringraziamento a Salvini e Fontana anche per Guido Guidesi, neo assessore alla sviluppo economico. "Sono conscio e consapevole della responsabilità forte che ci viene attribuita, lo faccio con grande orgoglio. Lo faccio altresì rispetto a un settore che è il settore che ha portato la Lombardia a essere una regione di eccellenza - ha rimarcato -. Qua abbiamo le imprese migliori, un cocktail oramai tradizionale che è fatto dagli ingegni dei nostri imprenditori e dalla laboriosità dei nostri lavoratori. Quella è ancora la carta vincente". 

"I settori su cui lavoreremo sono due filoni principali - ha spiegato -. Da un lato assicurare sostegno per la tenuta e la salvaguarda del sistema produttivo e dall'altro creare strumenti necessari per lo sviluppo e il rilancio dello sistema produttivo. Lo faremo ascoltando i colleghi, il consiglio regionale, le associazioni di categoria e soprattutto le imprese. Ritengo che le istituzioni debbano mettersi a disposizione delle imprese, cercando di sostenere gli imprenditori nella strada che hanno deciso di seguire, il mio assessorato sarà un alleato delle imprese", ha annunciato Guidesi. 

Che poi non ha risparmiato una prima bordata al governo: "L'astio che ho visto a Roma rispetto al mondo delle partite Iva qua non ci sarà assolutamente mai - il suo giuramento -. Non ho rassicurazione da dare sul mio conto, l'unica cosa che posso dire è che da lombardo farò la cosa che riesce meglio ai lombardi: cioè lavorare il più possibile per la mia terra e la mia comunità", ha detto in chiusura, concludendo poi con una battuta sulla diverse fede calcistica tra lui e il presidente di regione in un derby milanese tutto interno alla giunta. 

"La Lombardia deve ricominciare a correre"

"Il punto è la ripartenza della Lombardia che deve essere la regione che contribuisce a trainare il sistema Paese. La Lombardia è troppo importante. Ringrazio gli assessori che hanno lavorato con me in questi anni", erano state invece le parole pronunciate venerdì da un Fontana, visibilmente provato, al momento dell'ufficializzazione del rimpasto. 

"Abbiamo voluto concentraci per mettere nuove forze, fresche, per continuare a guardare con determinazione al futuro della nostra regione e per fare in modo che la Lombardia possa ricominciare a correre, con la stessa forza con cui ha corso negli scorsi anni. Ringrazio - aveva concluso il presidente - chi ha deciso di mettersi a disposizione per la nostra regione nel momento più difficile dalla fine seconda guerra mondiale: lavoreremo insieme per contribuire al rilancio della Lombardia".

Gallera, da candidato sindaco a "silurato"

"Nessun rimpianto"

Gallera, il vero silurato del rimpasto, che lo stesso Fontana aveva definito "stanco", aveva invece affidato a Facebook una sorta di lettera d'addio, anche perché tornerà "semplicemente" a fare il consigliere al Pirellone, senza nessuna delega né altro ruolo. 

"Nessun rimpianto, ho sempre inteso la politica come servizio per i cittadini. Dopo mesi senza sosta, ritengo concluso il mio turno di guardia. Sin dall’inizio della mia attività ho ricoperto ruoli di responsabilità, senza mai risparmiarmi. Mi sono trovato a governare il sistema sanitario più complesso d’Italia nel periodo peggiore della sua storia: qui è scoppiata la bomba atomica, che ha colpito la Lombardia prima di ogni altra regione del mondo occidentale", aveva ricordato l'ormai ex assessore al Welfare.

"Insieme al presidente Fontana e alla giunta abbiamo messo in campo tutte le azioni necessarie per arginare la pandemia. Nessuno ci aveva consegnato un libretto delle istruzioni, nessuno ha indicato la strada da percorrere per sconfiggere il coronavirus. L’esperienza è stata estenuante, mi ha profondamente segnato e la porterò con me a livello umano e professionale. La nostra Regione ha dimostrato una grande reattività, rivelandosi capace di reggere un urto catastrofico. Sulla scorta di quanto accaduto nel corso della prima fase, abbiamo affrontato la seconda recrudescenza del virus in modo molto più efficace e tempestivo", aveva proseguito.  

"A seguito della decisione dei partiti della coalizione di portare alcuni avvicendamenti all’interno della giunta, ho ritenuto concluso il mio turno di guardia. Al di là delle fantasiose ricostruzioni, non ho preteso nessun altro incarico amministrativo. Quest’ultimo anno mi ha fortemente provato, il coronavirus non ha concesso alcuna tregua. Ringrazio di cuore e stringo in un grande abbraccio tutti i medici, gli infermieri, gli operatori della sanità ospedaliera e territoriale tutte le direzioni strategiche delle strutture sanitarie regionali e la direzione denerale Welfare: una grande squadra che ha confermato la qualità della sanità lombarda".

La nuova giunta in Lombardia

Ecco i nuovi assessori della giunta guidata da Attilio Fontana:

Letizia Moratti: vicepresidente e Welfare

Fabrizio Sala: Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione

Stefano Bruno Galli: Autonomia e Cultura

Fabio Rolfi: Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi

Raffaele Cattaneo: Ambiente e Clima

Davide Carlo Caparini: Bilancio e Finanza

Massimo Sertori: Enti locali, Montagna e Piccoli comuni

Claudia Maria Terzi: Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile

Melania De Nichilo Rizzoli: Formazione e Lavoro

Alessandra Locatelli: Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità

Stefano Bolognini: Giovani e Sviluppo della città metropolitana e Comunicazione

Lara Magoni: Turismo, Marketing territoriale e Moda

Riccardo De Corato: Sicurezza

Pietro Foroni: Territorio e Protezione civile

Guido Guidesi: Sviluppo economico

Alessandro Mattinzoli: Casa e Housing sociale.

Sottosegretari: Antonio Rossi, Fabrizio Turba, Alan Rizzi e Marco Alparone.

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