Coronavirus, a Milano continuano a crescere i contagi. Oltre 9mila morti in tutta la Regione

In una sola giornata nella città metropolitana si sono registrati 308 nuovi casi, all'ombra della Madonnina 112

Immagine repertorio

A Milano il coronavirus non rallenta. A dirlo sono i dati: nella giornata di lunedì 6 aprile si sono registrati 112 nuovi casi all'ombra della Madonnina e 308 nella città metropolitana: l'aumento più importante di tutte le province lombarde la Regione. In totale i milanesi affetti da Covid sono arrivati a 4.645 (circa lo 0,0035 della popolazione); tra città e hinterland, invece, la cifra è salita a 11.538 (di poco superiore allo o,0035 della popolazione).

In tutta la Regione, invece, i casi sono aumentati di 1.089 unità a fronte di 5.005 tamponi (il totale è arrivato a 51.534). 1.343 persone  si trovano ricoverate nei reparti di terapia intensiva (+26 rispetto a domenica), altri 11.914 si trovano nei reparti normali (95 in meno rispetto a ieri). Le persone dimesse dagli ospedali sono arrivate a quota 29075 (851 in più rispetto alle giornata di domenica). Il dato che desta più allarme, invece, è quello dei morti: il nuovo agente patogeno ha ucciso altre 297 persone in 24 ore e adesso il totale ha superato quota 9mila (9.202).

Gli aggiornamenti di lunedì 6 aprile

"Mascherine gratis in farmacia a partire da metà settimana"

Verranno consegnate entro mercoledì sera le mascherine che successivamente verranno distribuite gratuitamente ai lombardi. Il fatto è stato reso noto dalla Regione attraverso un comunicato pubblicato nel pomeriggio di lunedì.

Gallera: "Ancora due-tre settimane a casa"

"Non potremo stare chiusi in casa a vita, ma riteniamo che almeno due-tre settimane ancora questo sacrificio vada fatto per spegnere il contagio". Lo ha affermato l'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, a Mattino 5. "Dovremo abituarci a usare la mascherina probabilmente nei prossimi mesi - ha detto - il virus non scompare, dobbiamo soffocarlo. Noi speriamo di soffocarlo, di far sì che il tasso di contagio scenda da 2 a 0,5: prima ogni infetto contagiava 2 persone. Se questo tasso va a 0,5, e quindi per contagiare una persona ne servono 2 infette, saremo riusciti nel nostro scopo. Dovremo usare accorgimenti per evitare che si ricominci con i focolai. Il virus può tornare in qualunque momento. In Cina vediamo ora nuovi focolai dovuti a persone che arrivano da fuori. Si parla di una nuova ondata a ottobre. Noi dobbiamo essere molto concentrati".

Coronavirus, l'esplosione di contagi nelle Rsa: cos'è successo

Pazienti Covid-19 "a bassa intensità" nelle Rsa lombarde per liberare posti letto negli ospedali: una decisione della giunta regionale lombarda, datata 8 marzo, che potrebbe essersi rivelata un vero e proprio boomerang sanitario. Potrebbe avere infatti provocato l'esplosione di contagi in alcune Rsa, tutt'altro che preparate ad accogliere pazienti contagiati dal Coronavirus e luoghi in cui sono già presenti persone in gran parte con altre patologie, soggetti fragili che bisognerebbe proteggere in ogni modo.

Mascherine gratis, ecco la situazione

Mascherine per tutti i lombardi? Non per il momento. Domenica sera i vertici della Regione avevano lasciato intendere che le mascherine sarebbero state disponibili gratis a partire dalla mattinata di lunedì 6 aprile. In realtà per il momento le mascherine (circa 3 milioni) non sono ancora disponibili e non è chiaro quando lo saranno. Non solo: non è ancora chiaro con quale criteri verranno consegnate.

Gli artigiani: "Riaprire entro fine aprile"

Una riapertura graduale delle attività a partire da dopo Pasqua o, al massimo, entro la fine del mese. È quanto chiede l'Unione artigiani di Milano e di Monza e Brianza con una nota diramata nella giornata di lunedì 6 aprile. 

L'associazione vorrebbe che riaprissero le aziende che consentono di manette una distanza interpersonale di almeno un metro: "con le opportune precauzioni, adottate anche seguendo protocolli specifici per le diverse situazioni, si deve anche cominciare a consentire la riapertura di botteghe artigiane a monoconduzione come per esempio calzolai, tappezzieri, falegnami, dove non è necessario uno stretto contatto con li cliente. Parrucchieri, acconciatori, estetisti e barbieri potrebbero riaprire, perché per un solo cliente alla volta da ricevere su prenotazione e previa misurazione della temperatura e l’obbligo della mascherina per entrambi, cliente ed operatore".

La Stazione Centrale illuminata col tricolore

Il tricolore sulla facciata della Stazione Centrale. Tutte le notti. Fino alla fine dell'emergenza Coronavirus. E, ogni sera, il momento dell’accessione sarà sottolineato dall’Inno d’Italia, diffuso su tutta la Piazza Duca d’Aosta.

È l'iniziativa messa in campo dal gruppo Fs Italiane e Grandi Stazioni Retail per restituire alla città di Milano "uno dei suoi luoghi simbolo". "È proprio da Milano Centrale, infatti, che fu inaugurata la linea Alta Velocità che ha consentito all’Italia di unirsi, crescere e svilupparsi", si legge in una nota delle due società.

Mascherine obbligatorie: "Un messaggio forte, non bisogna allentare la tensione"

"Era importante dare messaggio forte e preciso. I numeri sono più favorevoli, ma non bisogna allentare la tensione si deve continuare a stare a casa". Così l'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, spiega Ad Agorà il senso dell'ordinanza regionale che prevede l'uso della mascherina quando di esce da casa.

"Le stiamo iniziando a distribuire nei luoghi nevralgici, inizieremo con 3 milioni e mezzo ma continueremo. Chi non ce 'ha può usare un altro indumento idoneo, come una sciarpa".

I casi provincia per provincia

È ancora Milano la provincia più colpita dal Coronavirus nella giornata di lunedì 6 aprile, i casi registrati sono 11.538. Seguono Bergamo (9.815), Brescia (9.477), Cremona (4.260), Monza e Brianza (3.157), Pavia (2.700), Lodi (2.278), Mantova (2.084), Lecco (1.712), Como (1.473), Varese (1.293) e Sondrio (614).

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