Controlli al lavoro, tamponi subito e "contact tracing": la nuova strada lombarda anti Covid

Fontana e Gallera illustrano le nuove linee guida: "Intercettare subito i casi". Tutti i dettagli

Parola d'ordine: sorveglianza. Quanto più rapida ed efficace possibile. Il Pirellone ha tracciato la nuova strada da seguire per affrontare al meglio la fase 2 dell'emergenza Coronavirus. L'obiettivo massimo è cercare di tenere sotto controllo la curva dei contagi, evitando picchi e nuove crescite dovute alle prime aperture arrivate con l'avvio, il 4 maggio, di quella che i vertici regionali hanno definito "nuova normalità". 

In regione in molti sono tornati al lavoro e la certezza del presidente, Attilio Fontana, e dell'assessore al Welfare, Giulio Gallera, è che questo significa inevitabilmente molte potenziali occasioni di contagio in più. Così, nella nuova via scelta dal Pirellone tanta, tantissima attenzione viene data proprio ai luoghi di lavoro, che diventeranno una sorta di prima frontiera nella gestione dell'epideamia. 

Coronavirus, controlli al lavoro

“Un’attenta sorveglianza dei cittadini sui luoghi di lavoro nella Fase 2, tamponi su casi sospetti e monitoraggio dei contatti, contact tracing. Si basa su questi pilastri la ripartenza del motore della locomotiva lombarda", hanno spiegato giovedì sera propro Fontana e Gallera al termine della riunione della giunta. 

"Tutto questo, in una fase così delicata, passa inevitabilmente anche dal senso di responsabilità dei singoli cittadini che devono continuare a osservare il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza, unica vera arma per evitare nuovi contagi”, hanno proseguito. 

Tamponi "tempestivi"

“Le nostre finalità, in questa fase molto molto delicata - ha sottolineato il presidente Fontana - sono quelle di intercettare e gestire tempestivamente i casi di sospetti Covid-19 con il concorso dei diversi soggetti sanitari e insieme ai datori di lavoro. Così da intervenire rapidamente con gli strumenti di diagnosi e di controllo attraverso l’individuazione dei contatti e la disposizione dell’isolamento all’occorrenza, riconoscere e controllare l’insorgenza di nuovi focolai di malattia monitorando, in tempo reale, l’andamento epidemico. E gestendo al meglio l’utilizzo delle risorse del sistema sanitario”.

“È quindi fondamentale - ha rimarcato Gallera - l’individuazione e la segnalazione dei casi sospetti soprattutto negli ambienti lavorativi”.

Febbre misurata tutti i giorni al lavoro 

Così, al datore di lavoro spetterà il compito di garantire che a tutti i dipendenti venga misurata ogni giorno la febbre, primo vero segnale di un possibile contagio. “Il datore di lavoro o il responsabile del servizio - ha chiarito Gallera - dispongono la misurazione della temperatura corporea quotidianamente a ogni dipendente. In caso di temperatura superiore a 37,5°, viene effettuata la segnalazione all’Ats e al medico di riferimento, il quale a seguito di anamnesi e in presenza di sintomi associati, richiede l’isolamento del paziente, degli eventuali contatti famigliari e conviventi e dei contatti lavorativi. E l’effettuazione del tampone”.

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L’assessore ha ricordato inoltre che, in caso di positività, “si procede alla conferma dell’isolamento e dei contatti stretti, attivando il monitoraggio clinico da parte del medico di medicina generale al fine di rilevare l’insorgenza di sintomatologia. Se invece il tampone è negativo - ha concluso - si comunica ai contatti la fine dell’isolamento”.

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