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Repertorio

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Milano, controlli anti movida nei weekend: la stretta contro i 'disubbidienti' in zona gialla

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza ha deciso di intensificare i controlli

È stato detto una e più volte, zona gialla non vuol dire liberi tutti e addio misure di prevenzione contro il contagio da coronavirus. Anche per questo il Comitato per l’ordine e la sicurezza, che si è riunito mercoledì mattina in Prefettura a Milano, ha deciso di intensificare i controlli anti movida in città.

Si comincia nel fine settimana prossimo, il primo con la Lombardia in zona gialla. La decisione del Prefetto, Renato Saccone, è quella di intensificare i controlli nei luoghi della movida milanese, con pattuglie che verificheranno orari di chiusura dei locali, capienza interna di bar e ristoranti e rigoroso rispetto delle norme anti-assembramento. Le zone sotto osservazione, in particolare, saranno Navigli, corso Como e corso Garibaldi.

Le feste abusive in zona movida

Nell'ultimo periodo sono diversi i casi finiti sulle pagine di cronaca, tra feste private e serate in locali aperti al pubblico. Ha suscitato molto scalpore l'episodio avvenuto in una discoteca di zona Navigli a inizio gennaio. In corso di Porta Ticinese 32, al Blackout, in piena movida. A quanto pare, dopo il blitz delle volanti, il titolare del locale, un italiano di 40 anni, si sarebbe giustificato dicendo di aver capito che si poteva festeggiare senza problemi.

A riferire l'accaduto a MilanoToday è la questura di Milano. A tradire i festanti è stata una segnalazione di un cittadino sull'applicazione della polizia YouPol. Gli schiamazzi e la musica a tutto volume avevano attirato la sua attenzione, così ha deciso di lanciare l'alert. Quando i poliziotti sono intervenuti nel locale, hanno trovato una trentina di persone in pista da ballo, con tanto di dj. Stavano ballando e consumando alcolici senza indossare la mascherina e senza rispettare alcuna regola anti contagio contro il coronavirus. 

Le sanzioni a chi partecipa a feste illegali

Cosa prevede l'articolo 4 della legge 35 del 2020? L'articolo 4, denominato "Sanzioni e controlli", al comma 1, recita così: "Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui all'articolo 1, comma 2, individuate e applicate con i provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2, commi 1 e 2, ovvero dell'articolo 3, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.000 e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall'articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità, di cui all'articolo 3, comma 3. Se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l'utilizzo di un veicolo la sanzione prevista dal primo periodo è aumentata fino a un terzo". In sintesi le multe per chi trasgredisce andranno - quindi per tutti i partecipanti a questa festa - andranno da 400 a mille euro.

Le altre feste interrotte da polizia e carabinieri

Quella di Porta Ticinese non è l'unica festa interrotta dall'arrivo delle sirene negli ultimi giorni. Si va dalla festa tra ragazzini per festeggiare il compleanno, mentre la nonna dorme in un'altra camera della villa, alla grigliata abusiva in un'area verde con tanto di mazze e tirapugni, passando per la festa in una camera in hotel (devastata) in centro a Milano oppure un festino organizzato da uno spacciatore dove oltre ai 12 partecipanti il principale ospite era ovviamente la droga. A questo proposito, gli uomini della Squadra Mobile, hanno arrestato due pusher che negli ultimi giorni si erano specializzati - stando a quanto rivelato - nel rifornire di cocaina, ketamina, hashish, marijuana, mdma ecstasy i party privati nati in tempo di coprifuoco.

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