Coprifuoco in Lombardia: «Necessario perché siamo governati da incompetenti»

Le dure critiche del medico-consigliere Usuelli (+Europa/Radicali) alla giunta: «Sono sei mesi che sembra il primo giorno». Ma anche Fdi prende le distanze

E' stata avanzata all'unanimità la richiesta al governo (accettata dal ministro della salute Roberto Speranza) relativa al coprifuoco dalle 23 alle 5 a partire da giovedì 22 ottobre e alla chiusura dei negozi non di prima necessità il sabato e la domenica. Tutti d'accordo: sindaci dei capoluoghi, capigruppo di maggioranza e opposizione, la giunta regionale. Ma è tutt'altro che una "pax lombarda" quella che in questi giorni anima il Pirellone.

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Da segnalare per esempio la posizione di Fratelli d'Italia, che dopo avere dato l'ok lunedì pomeriggio con il capogruppo in Regione Franco Lucente si è affrettata, martedì mattina, a dichiarare «diverse perplessità» sull'iniziativa regionale. Ed è da evidenziare che Fdi è in maggioranza. «Ci sembra che si stia seguendo troppo da vicino quelle linee guida già espresse dal governo, che noi abbiamo criticato e considerato poco utili. Così come ci sembra che non sia stato adeguatamente trattato quello che noi riteniamo uno dei nodi più importanti da sciogliere: il trasporto pubblico», dichiara la coordinatrice lombarda del partito, Daniela Santanché, «in accordo» con gli assessori e i consiglieri del gruppo.

Una presa di distanza da Attilio Fontana? Maggioranza che "scricchiola"? Piuttosto semplicemente la necessità di "tenere la linea" della dura opposizione al governo Conte e al suo Dpcm, che pure non aveva previsto coprifuochi veri e propri, ma solo la possibilià per i sindaci (in accordo con i prefetti e i comitati provinciali di pubblica sicurezza) di chiudere alcune strade "ad hoc".

Una durissima stoccata alla maggioranza che guida la Regione arriva invece da Michele Usuelli, consigliere di +Europa/Radicali, secondo cui «la limitazione della nostra libertà personale in Lombardia è necessaria perché siamo governati da incompetenti». Usuelli, che di "suo" è medico neonatologo, fa il (triste) elenco delle mancanze, a suo dire, di Regione Lombardia in questi mesi, che di fatto costringono a misure estremamente drastiche. «Non hanno imparato nulla, sono sei mesi che sembra il primo giorno», afferma l'esponente radicale: «Non hanno capacità di prevenire, programmare, ascoltare».

Vaccini, diagnosi, test rapidi, tamponi: «Tutto sbagliato»

«Male sui vaccini antinfluenzali - elenca Usuelli -, sbagliato il protocollo diagnostico nelle scuole, ultimi sui test rapidi, da terzo mondo il sistema con cui un medico deve cercare i posti letto per trasferire i pazienti quando il reparto è pieno, sbagliati i software con cui i medici di base prenotano i tamponi, completamente sotto organico il numero di operatori dedicati al tracciamento, da cambiare le regole per la quarantena degli operatori sanitari, una centrale acquisti dove nessuno firma più nulla».

Il medico-consigliere è molto critico, ad esempio, sull'idea (che all'atto pratico "naufraga") di sottoporre a tampone tutti i contatti di una persona positiva: «Bisogna individuare i contatti stretti e metterli in quarantena per 10 giorni, fare il tampone a fine quarantena se rimangono sempre asintomatici, o per 14 giorni senza tampone finale».

E in tutto questo che cosa fanno il consiglio regionale e la commissione sanità? Il piano sociosanitario regionale non è ancora stato discusso, la riforma ventilata della legge sulla sanità regionale non è stata presentata. La commissione, dal 1 settembre, è impegnata su due proposte di legge di maggioranza (una della Lega, una di Fdi) sulla gestione delle tossicodipendenze, mentre in consiglio, martedì 20 ottobre, si presenta (da parte della Lega) una mozione sull’inserimento di una malattia dell’occhio nei livelli essenziali di assistenza. Tutto questo mentre l'Ats Milano ha dichiarato di arrendersi sul tracciamento dei contatti.

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