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L'emergenza dei nidi di famiglia a Milano

Redazione

"Sono una Tagesmutter e ho un nido famiglia a Milano. In queste settimane di emergenza, ho sentito parlare di come affrontare questo momento dal punto di vista economico e di come poter sopravvivere al Covid-19. Ecco, quello che non mi è chiaro è il perché non si pensa di più ai bisogni dei bambini. Questa quarantena sta sgretolando tutte le relazioni che noi educatori abbiamo costruito insieme ai “ nostri “ bambini. Nonostante la nostra volontà di rimanere in contatto con loro e le famiglie di riferimento, utilizzando canali differenti, è molto difficile per i bambini capire il perché di questa distanza. Il contatto umano a cui sono abituati è venuto a mancare nel giro di pochi giorni. Il mio nido accoglie un massimo di 5 bambini, è un servizio differente da un grande nido, dove un distanziamento sociale forse sarebbe impensabile e io mi chiedo se eventualmente non fosse possibile pensare di poter far riaprire, in una fase due già avviata, piccole attività come la mia. So perfettamente che tenere a distanza i bambini tra di loro sarebbe difficile, perché il contatto fisico è fondamentale in questa età, ma con attenzione ed utilizzando i presidi medici sanitari per preservare la loro e la nostra sicurezza, come utilizzando bavaglini, asciugamani monouso per i bimbi e guanti e mascherine per noi adulti. Essendo solo 5 bambini e organizzandomi per un outdoor education, credo che si potrebbe prendere in considerazione. Teniamo presente che molti genitori dovranno riprendere il lavoro e dovranno organizzarsi per poter lasciare i loro bimbi in mani fidate a persone qualificate, perché l'alternativa sarebbe lasciarli ai nonni che non tutti purtroppo hanno vicino o magari già impegnati a prendersi cura di più nipoti, senza poter assicurare quella attenzione per il singolo. Un'altra opzione è quella delle babysitter abusive che terranno magari più bambini e che agiranno senza controllo e precauzioni. E quelle con contratto, comunque non potranno aiutare più di una famiglia per volta. So di essere una delle tante persone che chiede aiuto, ma una realtà come la mia non è molto conosciuta, si è parlato di grandi nidi, scuole materne e scuole primarie , secondarie e via dicendo, ma un nido famiglia si basa soprattutto sul rapporto umano e non numerico. Le mie famiglie mi hanno affidato il loro bene più grande, fidandosi di me come persona e dopo come educatrice. Io vorrei solo dare delle risposte a questi genitori, vorrei mettere in risalto anche una realtà diversa e speciale come la mia! Chiedo risposte in nome di tutti i nidi famiglia della Lombardia, che si è ritrovata in ginocchio, ma che con fatica sta cercando di rialzarsi più forte di prima".

Anastasia Mammone

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