Covid, troppi contagi in paese. Il sindaco: «Se volete fumare, state a casa»

Il primo cittadino di un Comune tra Milano e Crema, Spino d'Adda, preoccupato per l'escalation dei contagi e per vedere troppe persone senza mascherine con la scusa della sigaretta

Foto di Kruscha da Pixabay

«Concittadini, state a casa se volete fumare una sigaretta». E' uno dei messaggi che un sindaco ha "lanciato" ai cittadini del suo Comune, per cercare di arginare la pandemia Covid che, da quelle parti, si sta facendo sentire in questa seconda ondata. Il Comune è quello di Spino d'Adda, al confine tra la provincia di Cremona e la Città metropolitana di Milano, a circa 20 chilometri dal capoluogo lombardo.

A parlare è il primo cittadino Luigi Poli, in un video messaggio diffuso sui social network. I numeri di Spino sono più preoccupanti di quelli dell'ondata di primavera, nonostante la località si trovi nella zona in cui, a marzo e aprile, i contagi si facevano parecchio sentire: tra Milano e Crema, vicino a Lodi. Ma considerando solo i dati della seconda ondata, Spino è il quarto Comune più colpito della sua provincia, nonostante sia il nono per abitanti. Sono 128 i nuovi positivi dopo l'estate.

Così il sindaco ha registrato il video messaggio, parlando delle abitudini quotidiane delle persone: «Incontro quelli con la sigaretta e la mascherina abbassata, li richiamo e mi rispondono che stanno fumando. Ma non c'è autorizzazione a togliere la mascherina per fumare», ha detto. E poi: «Se volete fumare, andate a casa o dove siete lontani da tutti».

Niente mascherina per fumare? Arriva la multa

A ottobre, prima del nuovo lockdown, aveva fatto scalpore la notizia di una multa da 400 euro comminata a una barista di un locale nel centro di Pavia, che si era abbassata la mascherina per una pausa sigaretta fuori dal bar. A novembre, a Genova (zona gialla), una ragazza è stata a sua volta multata per essersi seduta su una panchina a fumare una sigaretta con la mascherina abbassata. E lo stesso succede in altre città italiane.

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