Milano, il lockdown infinito degli artisti di strada: postazioni vuote e niente spettacoli

Venerdì dovevano ricominciare gli show, ma è ancora tutto fermo. L'appello dei buskers

Foto Asm, facebook

Non hanno un teatro perché il loro palcoscenico è l'asfalto. Non hanno un sipario perché il loro foyer è la piazza. Ma da oltre un mese ormai non hanno praticamente più nulla: né una postazione, né un lavoro. Perché per loro quello è a tutti gli effetti un lavoro, il modo in cui si guadagnano da vivere. Loro sono gli artisti di strada, i buskers per cui il lockdown si sta rivelando praticamente infinito. Da venerdì 4 dicembre, infatti, sembrava che le loro esibizioni potessero ricominciare, ma alla fine tutto è rimasto fermo al 14 novembre scorso, giorno in cui il comune di Milano aveva ufficializzato lo stop agli show dando come scadenza il 3 dicembre. A poche ore dalla presunta ripartenza - come in fondo era preventivabile - tutte le prenotazioni sono però state cancellate e gli spettacoli annullati, ancora una volta a causa del covid. 

Nelle ultime ore, l'associazione "Asm confesercenti artisti di strada a Milano" aveva tentato un'ultima, disperata mediazione che purtroppo è fallita. I rappresentati degli artisti avevano infatti cercato di sbloccare la piattaforma Stradarte - il sito usato dai buskers per prenotare il proprio posto -, ma dalla prefettura avevano fatto sapere che "il divieto destinato agli spettacoli all'aperto si applica inderogabilmente anche all’arte di strada".

Da lì - hanno spiegato da Asm - "è cominciato, congiuntamente con le altre associazioni di categoria, un lavoro per invitare le istituzioni a cambiare la norma nazionale e riconoscere all'arte di strada la propria specificità di espressione culturale che non incide sulla mobilità cittadina e che può essere esercitata in sicurezza, affinché gli artisti possano tornare a produrre il proprio reddito". I buskers - che nel loro appello chiedono semplicemente di avere una chance, un'occasione - hanno cercato di evidenziare che i loro spettacoli non implicano spostamenti di un gran numero di persone e, soprattutto, che le loro esibizioni avvengono all'aperto in strade o piazze in cui non è impossibile mantenere le distanze. 

"Non è un giorno felice. Oggi si sperava in una riapertura delle postazioni dedicate all'arte di strada a Milano, ma questo non è potuto avvenire", hanno commentato venerdì mattina da Asm, chiedendo di "non spegnere l'arte di strada" e annunciando che "tutte le prenotazioni, effettuate con mesi di anticipo, sono state cancellate". "Naturalmente era una ferita annunciata, visto quello che ci ha risposto la Prefettura. C'è ancora tanto lavoro da fare per tutelare la nostra categoria. Siamo i primi a impegnarci per la sicurezza sanitaria di tutti, cittadini e artisti. Espressione artistica e sicurezza devono e possono allearsi", hanno sottolineato gli artisti di strada, che già durante il primo lockdown erano stati tra gli ultimi a poter ricominciare a lavorare. 

La protesta dei buskers porterà, il prossimo 8 dicembre, a un flash mob online organizzato da Confesercenti per ribadire che "non vogliamo uno spento Natale". E per accendere le luci, almeno quelle, sul "prezzo devastante che gli artisti di strada stanno pagando".

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