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Medici in pensione e specializzandi: la regione "a caccia" di dottori per i vaccini anti covid

L'idea dell'assessore Letizia Moratti: utilizzare gli specializzandi e i medici già in pensione

Da quelli che si stanno ancora "formando" a quelli che si sono già ritirati. La Lombardia "fa il pieno" di medici per farsi trovare pronta alla fase 2 della campagna vaccinale anti covid, che in regione coinvolgerà almeno 6 milioni di persone. 

L'ultima idea, già accolta nella conferenza Stato-regione e che potrebbe avere il via libera definitivo con un emendamento al "Milleproroghe", è arrivata dall'assessore al welfare, Letizia Moratti, che ha proposto di far somministrare i vaccini ai medici specializzandi del primo e secondo anno e ai dottori già in pensione. 

L'esponente della giunta, in commissione Sanità al Pirellone, ha sottolineato la necessità di “non distrarre i medici ospedalieri dal lavoro che fanno negli ospedali” in vista “della vaccinazione massiva: parliamo di 6 milioni di persone. Per questo abbiamo chiesto in Stato-regioni la possibilità di utilizzare gli specializzandi del primo e del secondo anno. Solo in Lombardia potremmo avere un numero intorno ai 2.500 specializzandi che potrebbero somministrare vaccini”, i calcoli della vicepresidente regionale. 

Moratti ha poi aggiunto di aver chiesto delucidazioni alla struttura commissariale sulla call per i medici in arrivo proprio per la campagna. Secondo l'assessore, per la Lombardia sarebbero in arrivo 650 persone a febbraio, per salire a 2.500 medici e infermieri nei mesi estivi. “Quello che non è chiaro – ha detto – è la progressione, abbiamo ritenuto importante chiedere al commissario Arcuri di avere la certezza di questi numeri e la progressione. Anche noi stiamo predisponendo delle call per medici e infermieri in pensione, stiamo in contatto con croce rossa. Stiamo lavorando per avere una pluralità di operatori medici che possano garantire la vaccinazione massiva”, ha sottolineato. 

Le "mega" strutture per i vaccini

La stessa Moratti ha poi spiegato di aver chiesto con una lettere “firmata e inviata al commissario di aver la visibilità rispetto al piano vaccinale di medio periodo. Per potere dare una comunicazione precisa ai cittadini e avere la possibilità di fare le prenotazioni con anticipo, in maniera più precisa possibile”, ha rimarcato, commentando che è "essenziale". 

Intanto per “questa settimana”, come preannunciato, arriveranno “le prime 11mila dosi di Moderna per la Fase 1, AstraZeneca a febbraio”. Moratti ha poi proseguito chiarendo che “stiamo individuando le strutture, con Asst, hub, centri vaccinali e strutture temporanee. Ats avrà il compito di individuare i fabbisogni anche di somministrazione domiciliare, coordinare la campagna territoriale e la relazione con gli enti locali per la pianificazioni”. Sul fronte delle strutture, ha rivelato l'assessore, con gli enti locali “abbiamo individuato un’ipotesi che prevede diverse tipologie di strutture che abbiano ipotizzato possano andare dai 700 ai 13mila metri quadrati. Rispetto a questo abbiamo attivato con i referenti dei sindaci un tavolo per individuare nelle diverse città e territori le strutture idonee per quella parte che non riguarda le persone ultra 80enne o con fragilità. Quindi - ha concluso - stiamo individuando con i sindaci strutture temporanee che permettano somministrazione massiva necessaria”. 
 

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