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Piazza Duomo deserta - Foto Fabio Cosentini

Piazza Duomo deserta - Foto Fabio Cosentini

Coronavirus, la Lombardia chiede lo "stato di crisi" per il turismo

L'attacco dell'assessore Lara Magoni: "Il 2020 si è chiuso con 240 milioni di presenze in meno"

L'emergenza covid mette in ginocchio il turismo e la Lombardia chiede aiuto. A lanciare l'allarme, lunedì mattina, è stata Lara Magoni, assessore regionale al turismo, marketing territoriale, moda e design, che in una nota ha chiesto l'immediato intervento del governo "in merito alla preoccupante situazione del turismo lombardo e italiano".

"Il ministro Franceschini si è accorto che stanno distruggendo il turismo, settore nevralgico dell'economia nazionale? A lui ribadisco per l'ennesima volta, nel giro di pochi mesi, la necessità di dichiarare lo stato di crisi del turismo. Sperando che questa volta il mio appello venga accolto - le parole dell'esponente del Pirellone -. Tutto ciò accade mentre a Roma sono alle prese con la ricerca dei 'costruttori' e il turismo viene demolito. Si perde tempo a rilanciare un Governo ormai 'sfiduciato', quando ci sono migliaia di famiglie e professionisti in tutta Italia che stanno attraversando un periodo particolarmente difficile, con evidente preoccupazione per le loro attività, a rischio fallimento", ha proseguito facendo riferimento alla crisi di governo aperta da Matteo Renzi. 

"I dati del turismo sono durissimi: secondo la fotografia scattata da Isnart-Unioncamere, il 2020 si è chiuso con 78 milioni di arrivi e 240 milioni di presenze turistiche in meno in Italia a causa dell'emergenza Covid: un bilancio che riporta il turismo indietro di 30 anni", ha sottolineato la Magoni. 

"La crisi pandemica ha inferto profonde ferite al turismo: il 2020 si chiude con 53 miliardi di euro in meno rispetto al 2019. E il 2021 non lascia presagire niente di buono, per i primi tre mesi già si stima una perdita di ricavi di 7,9 miliardi di euro. Per questo è fondamentale approntare un deciso piano di rilancio del comparto, coinvolgendo istituzioni, stakeholder e professionisti del settore. Ma ancora una volta il Governo, dopo essersi dimenticato della montagna dimostra di non avere le idee chiare e di essere in totale stato confusionario, come si è visto ad esempio nell'ultimo Dpcm che consentirebbe di raggiungere le seconde case anche fuori regione, indipendentemente dalla fascia di colore della zona. Se questo fosse confermato, si tratterebbe di un'ulteriore penalizzazione per alberghi e strutture ricettive. Non è più tollerabile agire con mezze misure", ha rimarcato l'assessore. 

"In regione Lombardia - ha concluso - stiamo lavorando duramente per trovare soluzioni e misure condivise affinché il turismo possa superare questa crisi e ripartire al meglio possibile. Non vogliamo lasciare nessuno indietro e solo insieme potremo farcela"
 

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