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Coronavirus, l'agenzia di escort "chiude" il sito: «Ci uniamo agli sforzi». E il sesso a pagamento "crolla" a Milano

Diminuiscono le escort pubblicizzate sui siti "specializzati", come in Svizzera nei locali autorizzati. E un'agenzia non mostra più le ragazze in tour a Milano

L'italiano è approssimativo, ma il messaggio originale in inglese è chiarissimo. In una traduzione corretta suona così: «Cari amici, facendo seguito all'apparizione del nuovo Corona(virus), smetteremo di pubblicizzare escort sul nostro sito e ci uniremo allo sforzo di contenere lo scoppio (dell'epidemia) in Italia». 

LA SCHEDA Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere

Il messaggio appare come scritta in evidenza nel sito web di una delle più note agenzie di escort operanti a Milano (e in altre città italiane: Roma, Firenze e Bologna). Stiamo parlando, è bene dirlo, di una attività assolutamente borderline secondo la legge del nostro Paese, che consente la prostituzione come attività individuale ma vieta qualunque genere di sfruttamento e di favoreggiamento. Attività borderline ma assolutamente prospera, che in questo caso viene esercitata con prezzi medio-alti e in appartamenti o stanze d'albergo dai quattro stelle in su, dove è più blando il controllo alla reception per i clienti.

L'emergenza Coronavirus "blocca" insomma anche l'attività "più antica del mondo", come si suol dire. La necessità stringente di evitare contatti fisici ma anzi di mantenersi ad una distanza di sicurezza di almeno un metro tra una persona e l'altra influisce inevitabilmente su qualunque rapporto sociale, da quelli più consolidati a quelli occasionali, non necessariamente ma anche sessuali.

La scelta dell'agenzia in questione è stata netta: sospensione della pubblicità. Nel capoluogo lombardo le escort non sono però totalmente sparite: in altri siti, che raccolgono annunci, se ne trovano ancora, anche se in numero nettamente inferiore alla media. L'effetto Coronavirus si sente senza alcun dubbio e la paura del contagio non ha confini. Investe tutti. Sia i milanesi che, d'abitudine o no, "usufruiscono" di questo "servizio", sia le ragazze che, in massima parte, sono (a medio-alti livelli) dell'est europeo, e preferiscono non viaggiare in Italia, oltretutto per una attività ad altissimo rischio di contagio. 

Affari "crollati" in Canton Ticino

La cosa è stata avvertita anche nel Canton Ticino, in Svizzera, dove alcuni locali hanno il permesso di ospitare escort che incontrano i loro clienti e dove quindi è più facile ottenere informazioni precise e trasparenti. I gestori di questi locali, interpellati dai media del cantone, ammettono un drastico calo di volume d'affari per via della "sparizione" dei clienti lombardi, nonché un "fuggi fuggi" conseguente delle escort, che (vuoi per la diminuzione dei guadagni, vuoi per la paura del contagio, vuoi per entrambi) tornano a casa.

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