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Covid-19, dietrofront della Lega: la Lombardia non chiede più 20 miliardi alla Cina

La mozione con cui la Lega voleva chiedere un risarcimento danni diventa una richiesta di assunzione di responsabilità per i ritardi nella comunicazione

«La Lombardia è pronta a mandare all'ambasciatore cinese un acconto di richiesta danni da venti miliardi». Non lasciavano spazio a dubbi le parole di Paolo Grimoldi, importante esponente della Lega (ne è il segretario per la Lombardia), annunciando un documento da far approvare al consiglio regionale. Ma, dopo circa quaranta giorni, quella richiesta economica è caduta nel vuoto e si è tramutata in una semplice richiesta alla Cina di dichiarare e ammettere una responsabilità per i ritardi di comunicazione sul Covid-19.

La mozione approvata in consiglio regionale (con 42 favorevoli e 33 contrari), modificata in corso di seduta proprio per togliere i riferimenti a danni economici da risarcire, chiede infatti alla giunta regionale di attivarsi con il Governo e l'Unione europea affinché venga intrapresa una procedura «volta al riconoscimento delle responsabilità del governo cinese nella mancata e tempestiva comunicazione circa quanto conosciuto relativamente al Covid-19». Nessuna cifra, nessuna richiesta di risarcimento economico.

Il primo firmatario, il leghista Alessandro Corbetta, ha chiarito che, con la mozione, si vuole «solo chiedere chiarezza», e da parte di Forza Italia (con Gianluca Comazzi) si è assicurato che «l'intenzione non è quella di uno scontro frontale con la comunità cinese», ma che il Governo cinese «ci dia delle informazioni, ci renda partecipi di tutto il percorso distruttivo partitoo da quel Paese».

Stop quindi ai riferimenti ai venti miliardi di acconto, cancellati in corso d'opera nella mozione leghista. Ha buon gioco Pietro Bussolati, consigliere del Pd: «La richiesta di danni tanto sbandierata dalla Lega, che voleva scimmiottare Trump, è diventata alla fine una richiesta di mea culpa, perché anche alle sparate prima o poi c'è un limite». Bussolati ha poi aggiunto che piuttosto la Lega e la Lombardia dovreebbero assumersi loro la «responsabilità di aver annullato la medicina territoriale, messo i malati Covid nelle Rsa, dimenticato medici e infermieri». E Michele Usuelli di +Europa ha aggiunto che la mozione è «un atto sconsiderato da parte della Lega», che rischia di esporre la Lombardia «a un disincentivo degli investimenti».

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